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mercoledì 29 ottobre 2025

COORDINAMENTO PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE: "SPUNTA UNA COSTRUZIONE ROMANA LUNGO IL TRACCIATO DEL METANODOTTO"

SULMONA - "Una costruzione di epoca romana è venuta alla luce, in via Lamaccio a Sulmona, in occasione degli scavi di archeologia preventiva che la Snam sta conducendo lungo il tracciato del metanodotto Linea Adriatica. Si tratta del grande gasdotto di 425 km che, partendo dalla centrale di compressione di Sulmona, attraversa sei regioni (Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Toscana ed Emilia-Romagna) per giungere fino a Minerbio (BO).Gli scavi in via Lamaccio sono ancora in corso e bisogna attendere la loro conclusione per poter comprendere bene l’entità e la funzione della costruzione rinvenuta. Non solo, dunque, l’area di 12 ettari di Case Pente, devastata dalle ruspe della Snam, si è confermata come un importante sito archeologico, ma anche la Valle Peligna – come hanno sempre sostenuto gli esperti – è ricca di antiche testimonianze della nostra storia.




Questa, però, non è la sola scoperta lungo il tracciato, perché proprio a Case Pente, ma fuori dell’area della centrale, sono state rinvenute altre tracce di capanne, anch’esse risalenti molto probabilmente all’Età del Bronzo (4.200 anni fa), come quelle ormai distrutte dalla Snam su autorizzazione del Ministero della Cultura e dei suoi organi periferici.
Cosa accadrà ora? Il Ministero darà il suo “nulla osta”, come è avvenuto per la centrale, e il metanodotto passerà sopra l’edificio romano? Oppure la Snam dovrà progettare una variante al tracciato? E, se dovessero emergere altre testimonianze archeologiche, saranno approntate altre varianti? Oppure prevarrà, come è accaduto per la centrale, l’interesse economico della Snam a realizzare in ogni caso il suo progetto?
Come abbiamo documentato, la centrale e il metanodotto sono stati imposti con la forza dal governo nazionale, nonostante la contrarietà dei cittadini, della Regione Abruzzo e del Comune di Sulmona. Parliamo di due impianti dei quali non c’è alcuna necessità, dal momento che il consumo di gas è sceso notevolmente e continuerà a diminuire. Piuttosto che costruire nuove infrastrutture metanifere bisognerebbe cominciare a dismettere quelle in eccesso. 



Da quando, ormai da oltre due anni, andiamo denunciando lo scempio che la Snam sta facendo dei nostri beni archeologici ciò che soprattutto sorprende è il silenzio di tomba degli organi preposti. E per organi preposti intendiamo in primo luogo il Ministero della Cultura e la Soprintendenza archeologica per l’Abruzzo: mai un comunicato, mai un chiarimento su quello che sta succedendo, mai una smentita a quanto da noi reso pubblico.
Per organi preposti intendiamo il Comune di Sulmona, che continua a tacere come ha taciuto la precedente amministrazione. Intendiamo la nostra rappresentanza in Consiglio regionale che continua a brillare per la sua assenza. Intendiamo associazioni come l’Archeoclub, che non si è mai pronunciata in merito. Intendiamo la politica, il cui compito è quello di occuparsi del bene comune, ma che non ha mai detto una parola al riguardo.
E’ mai possibile che la tutela del nostro patrimonio storico e culturale non interessi a nessuno?"

                                                                                  Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile  



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