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mercoledì 23 settembre 2020

"CENTRALINE SNAM : INSUFFICIENTI E CON DATI POCO ATTENDIBILI"

SULMONA - "Le due centraline per la misurazione della qualità dell’aria che la Snam ha messo in funzione nel piazzale Di Bartolomeo e al Cimitero, sono insufficienti e daranno dati poco attendibili sul piano scientifico. Abbiamo fatto rilevare da tempo tali carenze ma la Snam, con l’avallo dell’Arta, ha deciso di andare comunque avanti con la sua impostazione ed errata interpretazione delle prescrizioni contenute nel Decreto V.I.A., con l’inevitabile conseguenza di inficiare i risultati del monitoraggio.Tali prescrizioni impongono la installazione di una “rete” di monitoraggio e non soltanto due centraline poiché le sostanze inquinanti emesse dalla centrale di compressione, non si fermano ai confini di Sulmona, ma investono l’intera Valle Peligna. Perciò era ed è necessario installare  centraline anche in altri Comuni del nostro comprensorio. La individuazione dei siti in cui posizionare le due centraline non è avvenuta sulla base di criteri scientifici in quanto il monitoraggio ante operam della qualità dell’aria, per poter fornire dati attendibili, richiede necessariamente uno studio specifico sul clima della Valle Peligna, studio che non esiste, ma che è indispensabile perché è con questo strumento che vengono forniti i dati relativi alla orografia del territorio, alle sue caratteristiche anemologiche (velocità e direzione dei venti) e agli altri elementi del clima. Solo dopo aver acquisito queste informazioni è possibile fare ricorso ai modelli previsionali dai quali ricavare scenari di diffusione degli inquinanti con l’individuazione dei punti di massima concentrazione degli stessi. In questi punti, e non in altri scelti casualmente, è opportuno installare centraline di misurazione della qualità dell’aria. Tutto questo è assente nel piano operativo della Snam.
E’ doveroso ribadire, in ogni caso, che l’aumento delle patologie e del tasso di mortalità correlati all’inquinamento atmosferico, anche per concentrazioni molto basse, dimostrano che non c’è una soglia di sicurezza e che i limiti fissati non sono sicuri per la tutela della salute umana. La conferma di ciò viene dallo studio  pubblicato il 22 agosto 2019 sul prestigioso New England Journal of Medicine.
I cosiddetti “limiti di sicurezza” sono dei parametri adottati per consentire le attività industriali, ma non proteggono la salute dei cittadini. Questo significa che anche se le emissioni nocive della centrale (ossidi di azoto, monossido di carbonio, particolato secondario ecc.) dovessero rientrare nei limiti di legge, la qualità dell’aria che respiriamo in Valle Peligna peggiorerà comunque e questo peggioramento inciderà sulla nostra salute con gravissime ripercussioni!
Numerosi studi a livello mondiale hanno dimostrato che esiste una correlazione tra inquinamento dell’aria e diffusione del virus Covid – 19. Non è un caso se il maggior numero di morti e di malati si è avuto nel nord Italia, proprio nelle aree più industrializzate, dove la qualità dell’aria è peggiore.
Sfugge alla nostra comprensione il motivo per il quale i cittadini della Valle Peligna debbano esporre ad ulteriori rischi la propria salute, al solo scopo di far fare profitti alla Snam così come sfugge alla nostra comprensione il sostegno e l’approvazione che viene data a queste opere di “pubblica dannosità”.
La battaglia contro la centrale e il metanodotto non è conclusa. Continueremo con tutti i mezzi a nostra disposizione, legali e politici, a lottare per impedire la realizzazione di impianti che, oltre ad essere dannosi, sono totalmente inutili, come dimostra il nostro dettagliato dossier “Snam Affair” al quale la multinazionale del gas, contrariamente alle sue abitudini, finora non ha replicato nulla".                                                                                         
    Coordinamento No Hub del Gas

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