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mercoledì 19 dicembre 2018

VIAGGIO NEI SENTIMENTI DELL'EMIGRAZIONE

Un oceano di carta" e "La famiglia in 100 scatti", pubblicate in due libri lettere e foto recuperate dagli studenti del Liceo G.B. Vico di Sulmona
SULMONA - La presentazione ufficiale dei libri “Un oceano di carta” e “La famiglia in cento scatti” del Liceo “Giambattista Vico” di Sulmona si è svolta ieri nella Sala Consiliare della Comunità Montana Peligna. Dopo i saluti della prof.ssa Caterina Fantauzzi, dirigente scolastico del Polo Liceale “Ovidio”, sono intervenuti Luisa Taglieri, presidente dell’associazione “Voci di donne”, il giornalista e scrittore Goffredo Palmerini, Mauro Cianfaglione, Rosita Cianfaglione, Carolina Lettieri e Annalucia Cardinali. "Prego Dio che ti conservi sempre in salute e che tu abbia da lavorare che se ne ha proprio bisogno. Io ti penso e il giorno che attendo e quello in qui saprò di arrivare da te passione mia”.

“Mia carissima, ti scrivo queste poche righe, per dirti che mi sto ambientando,  che non è più come i primi giorni e sono sicuro che la cosa ti farà stare più tranquilla. Qui c’è tanto lavoro, non mi trovo male, comincio a capire la lingua e comincio a farmi capire”.

●“ UN OCEANO DI CARTA”  Suddiviso capitoli e corredato da diverse fotografie,  il libro ricostruisce il contesto socio-economico dell’epoca  e rileva le motivazioni che hanno spinto tante persone  a lasciare la loro terra e cercare fortuna in un altro continente, proprio all’alba del boom economico italiano. Il lavoro è stato realizzato attraverso la raccolta di lettere, foto e documenti  resi dagli emigranti e dai loro familiari . Lo scopo principale della ricerca è stato quello di coinvolgere  soprattutto le nuove generazioni, per creare conoscenza e svelare un pezzo di storia locale, nonché di tributare un riconoscimento agli emigranti e alle loro “identità sospese”.
Il libro, è giunto  a pubblicazione dopo un’intensa attività di ricerca, analisi, studio  di un centinaio di lettere e vaglio di numerose foto.
E' proprio vero: se si pronuncia la parola “emigrazione italiana”, la prima immagine che viene in mente è quella delle navi che tra Ottocento e Novecento portarono milioni di connazionali nelle Americhe. “Partono i bastimenti per terre assai lontane...” dice la canzone, e molti libri di successo, molti film hanno celebrato questo momento tanto triste quanto eroico della nostra storia.. Nel corso del’ 900 migliaia di lettere furono inviate dagli emigranti all’estero ai loro genitori, figli, fratelli, mariti e mogli rimasti in Italia. Le lettere sono state scritte in 'italiano popolare e costituiscono le fonti primarie dalle quali è derivata l'analisi linguistica .Questo nostro  lavoro propone un’analisi su una raccolta di lettere che hanno attraversato l’oceano per mantenere il contatto con le persone care: lettere scritte da persone comuni in un” italiano popolano”. Lo studio delle raccolte delle lettere è stato possibile grazie a conoscenti, amici, parenti, con cui abbiamo avuto contatti e disponibilità di materiale fornito. La raccolta epistolare rappresenta la testimonianza di un argomento fondamentale nella storia della scrittura: il cuore umano. Ogni storia d’emigrazione inizia con una partenza, con un distacco, è la lontananza che produce il bisogno di comunicazione e la comunicazione a distanza , in quell’epoca poteva essere scritta.
Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono prestati ad aiutarci. In particolare, rivolgiamo un caloroso ringraziamento alle persone che hanno reso le loro lettere disponibili ai fini di questo lavoro.




● “LA FAMIGLIA IN 100 SCATTI” è una sorta di opera omnia fotografica della famiglia   che riafferma, la magia della foto classica, dell’istantanea “vera” che racconta un’epoca, un fatto, un sentimento, che scalda l’anima. I giovani si sono posti rispetto alle fotografie ritrovate, come davanti a luoghi della memoria, operando in modo da saldare il loro presente con il passato affermando con chiarezza un bisogno forte di identità. Questa pubblicazione è, nella sua unicità, una grandiosa e suggestiva affermazione di quell’universo di valori antichi, fattosi paesaggio interiore, attraverso l’azione di ricerca del materiale fotografico nel comò della nonna, nell’album di famiglia, nelle scatole “dimenticate” in cantina.
Il lavoro degli studenti ci parla della memoria, senza la quale noi non siamo nulla, perché la vita è quella che si ricorda, magari sollecitata da una fotografia che riemerge dal passato..
● CALENDARI 2019-  Gli usi e costumi si possono considerare una cultura della vita, nella loro veste sia di importante componente della tradizionale cultura nazionale, che di espressione fondamentale della vitalità della cultura sociale. Gli usi e costumi originano dalla vita sociale e si sviluppano e cambiano secondo le sue necessità. Gli alunni pertanto, hanno raccolto e studiato le nostre tradizioni trasferendole in un calendario che segna i tesori della cultura popolare abruzzese.



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