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martedì 14 aprile 2026

COORDINAMENTO PER IL CLIMA FUORI DAL FOSSILE: "LA LEGGE DEL TUBO"

SULMONA - "Problema: c’è un tubo che deve passare e un antico muro di epoca romana sul suo tracciato. Chi vincerà la sfida?  E’ evidente che non c’è partita: il tubo è costretto a cambiare percorso perché i beni archeologici sono patrimonio dello Stato, pertanto sono soggetti alla massima tutela. La legge non ammette eccezioni.
Il Codice Penale è molto chiaro al riguardo: l’art.518 – duodecies prevede la reclusione da 2 a 5 anni e la multa da 2.500 a 15.000 euro per chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende inservibili o, ove previsto, non fruibili beni culturali e paesaggistici. E l’art. 635 punisce chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili, con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa fino a 10.000 euro.
Le pene sono state recentemente aggravate con la legge n.6 del gennaio 2024, cosiddetta “contro gli eco-vandali”, per punire le azioni degli attivisti ambientali che buttavano vernice lavabile su monumenti o attaccavano manifesti su opere d’arte.  La ratio è quella di rafforzare, da parte dello Stato, la tutela del patrimonio culturale.
E la legge lo Stato la applica. Rigorosamente. Volete un esempio?  Il 13 febbraio 2024 agli Uffizi di Firenze attivisti di Ultima Generazione hanno attaccato, con scotch di carta, delle foto con immagini di alluvioni sul vetro infrangibile che protegge “La Nascita di Venere” di Botticelli. L’azione è durata pochi minuti. I vigilanti sono intervenuti quasi subito e le foto sono state rimosse. Il quadro non ha subito alcun danno perché protetto dal vetro.
Quindi i giovani di Ultima Generazione sono stati assolti? No, perché la legge, come abbiamo detto, non ammette eccezioni e lo Stato deve mostrarsi inflessibile nel proteggere il patrimonio storico e culturale della nazione. Di conseguenza uno degli attivisti nel giugno 2024 è stato condannato a pagare una multa di 20.000 euro.
Ma torniamo al tubo. La legge vale anche nel caso in cui il tubo che deve passare è della Snam?
Benedetta ingenuità! E’ evidente che, se il tubo è quello di un metro e 20 di larghezza, come quelli che sta mettendo la Snam a Case Pente di Sulmona per la costruzione della centrale, la legge non si applica. Anzi, in questo caso, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza Archeologica dell’Aquila alla multinazionale del gas stendono pure il tappeto rosso e schierano il picchetto d’onore. E’ la legge del tubo, bellezza!
Del resto, cosa volete che sia la distruzione di un antico muro romano, quando sotto le tonnellate di cemento e acciaio della centrale sono già state seppellite una strada glareata, anch’essa di epoca romana, e le tracce di oltre 40 capanne di un villaggio risalente all’Età del Bronzo? Volevate forse che la centrale venisse spostata in un altro sito per proteggere queste inezie?
Perciò, già par di sentire i supporters della Snam gridare: dai Snam! Distruggi tutto, gli organi dello Stato sono con te!"                                           
                                            p. Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile                                                                                            
                                                                         Mario Pizzola



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