L'AQUILA - “Alla cortese attenzione delle Istituzioni locali e regionali, la riapertura della Biblioteca Salvatore Tommasi a Bazzano è un risultato importante, ma non può essere presentata come un punto di arrivo. È, piuttosto, un primo passo — ottenuto grazie a una mobilitazione determinata di cittadine e cittadini, associazioni e una stampa libera e attenta.Ora serve una scelta chiara e coraggiosa.La Biblioteca deve tornare nella sua sede originaria. Non solo: deve diventare il cuore di un progetto più ampio che coinvolga anche gli spazi del convitto e dell’ex liceo classico, oggi non utilizzati e privi di un destino pubblico definito. È proprio da qui che può nascere un grande polo culturale: pubblico, accessibile, vivo.Non si tratta di una richiesta simbolica, ma di una visione concreta di futuro.
Un centro storico che vuole davvero rinascere non può essere ridotto a luogo di consumo, a contenitore di attività effimere o esclusivamente commerciali. Ha bisogno di funzioni alte, permanenti, generative. Ha bisogno di cultura. Ha bisogno di luoghi dove si studia, si legge, si produce pensiero, si costruiscono relazioni.
Restituire e ampliare la Biblioteca in questo senso significa:
ridare identità e continuità a un presidio culturale storico;
valorizzare spazi pubblici oggi abbandonati, sottoutilizzati o senza una chiara destinazione collettiva;
creare un punto di riferimento stabile per giovani, studenti, famiglie e associazioni;
contrastare la trasformazione del centro storico in un semplice “consumificio”.
Ma c’è anche un tema di responsabilità che non può essere eluso.
In questi anni sono state mobilitate ingenti risorse pubbliche per la ricostruzione. Anche gli immobili che potrebbero ospitare questo progetto hanno beneficiato — o sono stati destinatari — di finanziamenti rilevanti. Non è accettabile che, a fronte di tali investimenti, quegli spazi restino senza una funzione pubblica chiara, chiusi, sottoutilizzati o privi di una visione.
Le Istituzioni hanno il dovere di dare pieno compimento a questi interventi: non solo ricostruire i contenitori, ma restituire loro una funzione viva, accessibile e orientata all’interesse collettivo. Lasciare questi luoghi senza destinazione pubblica significa disperdere risorse, opportunità e fiducia.
Per questo chiedo alle Istituzioni di assumersi tutte insieme e senza distinguo una responsabilità precisa:
definire tempi certi, risorse adeguate e un progetto pubblico trasparente per il ritorno della Biblioteca nella sua sede storica e per la realizzazione di un polo culturale che includa convitto ed ex liceo classico.
Non bastano riaperture temporanee o soluzioni provvisorie. Serve una scelta strutturale.
La comunità ha già dimostrato di esserci. Ora tocca alle Istituzioni dimostrare di essere all’altezza.
Con determinazione. “
On Stefania Pezzopane
Consigliera comunale
Già Presidente Provincia
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