SULMONA VIDEO - "Presso il Cinema Pacifico di Sulmona, si è tenuta oggi l’assemblea unitaria quadri e delegati di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla vertenza Valle Peligna. Dopo i precedenti incontri e la manifestazione dello scorso 31 dicembre, era, infatti, necessario proseguire la mobilitazione.Le tante crisi che colpiscono il territorio, dalla Marelli al Cogesa, passando per le vertenze di Sodecia, Coop, 3G e Albasan, necessitano di provvedimenti urgenti ed eccezionali.
Senza contare le numerose attività commerciali e dei servizi che ultimamente hanno ridimensionato la loro presenza, ridotto il personale e, nei casi peggiori, sono state costrette a chiudere.https://www.facebook.com/CentroAbruzzoNewsSulmona/videos/2050304062204488
Dopo i precedenti incontri e la manifestazione dello scorso 31 dicembre, prosegue la mobilitazione, perché le tante crisi che colpiscono questo territorio, e che interessano circa mille lavoratrici e lavoratori, necessitano di provvedimenti urgenti ed eccezionali. Senza contare le numerose attività commerciali e di servizi che ultimamente hanno ridimensionato la loro presenza, ridotto il personale e, nei casi peggiori, sono state costrette a chiudere, con ulteriori ricadute sul già grave spopolamento del territorio e sul generale e progressivo impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale di un’intera area.
Il futuro della Valle Peligna è a rischio e non possiamo perdere altro tempo. Nessuno può permetterselo. E ciò anche in considerazione del fatto che lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti: la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, cioè 6.810 residenti. Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. C’è bisogno di risposte concrete ed attuali, di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, attraverso un modello partecipativo ed inclusivo. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l’attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo!
All’esito della giornata odierna e del confronto tra tutte le organizzazioni sindacali, abbiamo perciò deciso di chiedere la convocazione del Consiglio Comunale aperto a tutti i sindaci della Valle Peligna e la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario sul tema. E ciò affinché il Presidente della Giunta Regionale, congiuntamente all’Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive, assuma l’impegno di avviare concretamente un confronto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Abbiamo, peraltro, avuto modo di verificare chi, tra i rappresentanti istituzionali presenti alla manifestazione del 31 dicembre u.s., ha effettivamente sottoscritto, come annunciato, il documento unitario presentato in quell’occasione, e cioè un manifesto unitario per l’avvio immediato di un tavolo di confronto certo, comprovabile e partecipato sia a livello regionale sia a livello ministeriale, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e al consolidamento delle attività produttive e per affrontare la crisi dell’automotive e dei grandi servizi e per il riconoscimento alla Valle Peligna dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Ebbene, ad oggi, il documento non risulta ancora sottoscritto dal Sindaco di Sulmona e dalle Consigliere Regionali. Hanno, invece, firmato questo documento i Parlamentari Gabriella Di Girolamo e Miche Fina, il Consigliere Pietrucci ed i Sindaci di Gagliano Aterno, di Acciano e Cansano.
Quindi, con rammarico, dobbiamo constatare che dal 31 dicembre nulla si è mosso per ricercare soluzioni adeguate alla grave crisi di un territorio che non può permettersi di perdere altro tempo senza avere risposte concrete. È necessario ricordare a tutte e tutti che le crisi aperte genereranno a breve nuovi licenziamenti, riduzioni di salario, nuova povertà, costringendo parte della popolazione della Valle Peligna a migrare verso altri territori, alla ricerca di lavoro e di maggiori garanzie.
Bisogna adesso investire nei servizi alle persone, partendo dalla salute delle stesse, dall’istruzione e dalla formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, e cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche ) essenziali per connettere aree geografiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una fiscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne.
Non possiamo continuare ad attendere risposte che non arrivano. Per questa ragione, continueremo le mobilitazioni, con la proclamazione dello stato di agitazione sin d'ora, fino allo sciopero generale territoriale, perché non possiamo più perdere nemmeno un posto di lavoro!"
I Segretari Cgil, Cisl, Uil, Ugl
Francesco Marrelli, Giampaolo Biondi, Maurizio Sacchetta, Roberto Bussolotti
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