L'avanzata dei partigiani jugoslavi, legati alle formazioni comuniste di Tito, su quel delicato versante dell'Italia orientale dopo la ritirata delle truppe italiane successiva all’8 settembre del 1943, portò rapidamente all'esecuzione sommaria di migliaia di persone, soprattutto tra aprile e maggio del 1945, con l'intento di sradicare la presenza italiana: non solo personalità legate al ventennio, ma anche militari e civili, vittime innocenti, furono gettati, in alcuni casi anche vivi, in vere e proprie cavità carsiche strette e profonde, denominate appunto foibe. E molti tra i cittadini dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia furono poi costretti ad abbandonare le loro abitazioni e la loro terra per quello che fu definito un vero e proprio esodo.
Tra le vittime delle Foibe è stato inserito anche il nostro concittadino Tito Giannantonio, maresciallo della finanza in servizio nella caserma di Basovizza, nel triestino. Alla sua figura rinnoviamo anche quest'anno il ricordo commosso di tutta la comunità, con il pensiero sempre forte e sentito che le tragiche lezioni della storia del novecento siano da monito per scongiurare, ogni giorno, guerre, distruzioni e drammi che segnano irrimediabilmente le coscienze delle comunità.
Lo ha sottolineato il Sindaco Antonella Di Nino intervenendo nella giornata di commemorazione delle vittime delle foibe: una corona di fiori è stata deposta in zona Capo Croce".





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