L'AQUILA - «
Quella di oggi è una grandissima giornata di festa, che impreziosisce un percorso lungo e impegnativo e che consacra la città dell’Aquila e l’intera regione Abruzzo come sempre più centrali negli equilibri nazionali culturali, istituzionali e sociali».Così il senatore Guido Liris commenta la cerimonia di apertura de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, «un evento che assume un valore ancora più alto per la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto ancora una volta onorare questa terra, dimostrando una vicinanza autentica, costante e profonda alla comunità aquilana e all’Abruzzo intero».
«La scelta di celebrare questo momento all’interno della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza ha un valore fortemente simbolico – prosegue Liris –. Questa istituzione è stata indispensabile nella fase della ripartenza dopo la tragedia del 6 aprile 2009 ed è oggi una certezza logistica ed economica per il territorio, oltre a rappresentare una garanzia di sicurezza e di presenza dello Stato».
Secondo il senatore, «L’Aquila 2026 è il risultato di un percorso che vede finalmente una città unita, capace di andare oltre le distinzioni politiche e ideologiche, per affermare una visione condivisa di sviluppo e di futuro».
«È una festa che accende i riflettori su una realtà montana appenninica – aggiunge – una vera regina degli Appennini e delle aree interne, e che rende omaggio alle donne e agli uomini che, a vario titolo, hanno contribuito alla ricostruzione fisica e sociale di una terra tanto bella quanto fragile».
«Da amministratore e da legislatore – conclude Liris – sono orgoglioso di aver contribuito a scrivere pagine importanti di questa storia, sempre al fianco dell’amministrazione comunale, oggi guidata da un amico di lunga data. L’Aquila Capitale della Cultura 2026 non è un punto d’arrivo, ma una responsabilità collettiva verso il futuro».
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