Parliamo della strada e del ponte di via Gorizia, che dovevano essere il fiore all’occhiello della giunta guidata da Fabio Federico ma che non hanno mai visto la luce. Le amministrazioni che si sono succedute hanno provato a rimettere insieme i cocci di quel sogno infranto, costato alle casse del Comune 600 mila euro, ma anche loro hanno fallito.Sono trascorsi nove mesi dall’insediamento del Sindaco Luca Tirabassi ma lo spettacolo dell’abbandono e del decadimento è sempre lì, all’incrocio tra via Cavate e via Stazione Introdacqua, a due passi dalla tabella stradale che ricorda ai turisti che Sulmona è “città d’arte”.
Considerato che il Comune non ha nessun progetto di intervento, abbiamo scritto al Sindaco Tirabassi chiedendogli di provvedere subito alla bonifica dell’area e al ripristino dello stato dei luoghi. La permanenza sul terreno di materiali e mezzi di quello che fu il cantiere del ponte fantasma di via Gorizia si configura come una aperta violazione delle norme che tutelano l’integrità ambientale del territorio. La situazione è ancora più grave perché materiali e mezzi abbandonati insistono su un suolo di proprietà comunale.
Tutto è cominciato nel 2012, quando vennero avviati i lavori per la costruzione di una nuova strada che da via Stazione Introdacqua doveva arrivare in via Gorizia e da lì sboccare in via Freda. Il progetto però incontrò subito non solo l’opposizione del proprietario di Villa Orsini, la cui area è sottoposta a vincolo, ma anche quella dei residenti nella zona che lanciarono una petizione popolare. Le carte finirono alla Procura della Repubblica che bloccò il cantiere.
Il progetto venne ripreso dall’amministrazione Ranalli e poi dal commissario prefettizio per cercare di non perdere il milione di euro stanziato dalla Regione, ma non se ne fece nulla. Arrivò la giunta Casini e ripartirono i lavori, ma la strada e il ponte vennero cancellati; al loro posto fu decisa la sistemazione del tratto già iniziato e la realizzazione di un belvedere e di una pista ciclabile.
Ma i lavori vennero nuovamente sospesi. Nel giugno 2024, sotto la sindacatura Di Piero, il contratto con la ditta appaltatrice fu rescisso. Sulla vicenda è sceso il sipario e 600 mila euro risultano buttati al vento. Nessuno, come da prassi, ha mai pagato per questo sperpero di denaro pubblico e per lo scempio ambientale che ne è derivato.
Attendiamo che il Sindaco adotti rapidamente i necessari provvedimenti di sua competenza. Diversamente ci vedremo costretti ad interessare del caso le autorità preposte".
Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile
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