POPOLI - "Dopo l'epiteto di sciacallo attribuitomi da Marsilio sulla vicenda dei farmaci oncologici negati, poi risultata vera, si aggiunge ora quella di bugiardo che arriva dalla ASL di Pescara, stavolta sulla chiusura della Rianimazione del presidio ospedaliero di Popoli Terme, avvenuta lo scorso 18 dicembre, ufficialmente per una sanificazione e, scopriamo ora, per trasformare il reparto, rimasto sempre operativo con il centrosinistra al governo della Regione, in una Terapia Intensiva Post Operatoria, anche se non ci è ancora dato sapere in base a quale ufficiale decisione. La storia è negli atti certi e parla da sé, io ho solo dato voce a ragionevoli dubbi che dovrebbero essere di tutti", dice il consigliere regionale Antonio Di Marco sulla vicenda."Il primo, ad esempio, è: chi mi risponde? Noto che nella replica si usa l'intestazione generica, "Asl di Pescara", non firma il DG Michitelli, sarà forse perché oggi è in una pesante situazione di conflitto di interessi con la Asl di cui è a capo, per via della costituzione della stessa come parte civile contro di lui nel procedimento sulle liste d'attesa che lo riguarda? Cosa grave e quanto meno bizzarra, per cui sarebbero state non solo opportune, ma dovute le sue dimissioni. Mi chiedo, come mai ciò non è accaduto? – sottolinea Di Marco - Veniamo alla Rianimazione: mi si dice che per colpa della Legge Lorenzin, all'epoca ministra della Sanità e del centrosinistra allora al governo regionale, il presidio sarebbe stato ridimensionato, citandomi un atto aziendale, quello a firma dell'allora DG Armando Mancini del 2 marzo del 2018 con delibera ASL n. 220. Ma dove, attenzione, c'è scritto più volte che la struttura era oggetto di un "congelamento" ex DL 8/2017, cosa che la escludeva da accorpamenti e razionalizzazioni fino a diversa decisione governativa, lasciandola dunque operativa con tutti i suoi reparti, Rianimazione compresa, come infatti risulta anche dalla Delibera regionale n. 24 del 24 gennaio di quell'anno, presidente D'Alfonso.
In merito alla Lorenzin, che di fatto la Asl di Pescara sta applicando con la trasformazione della Rianimazione in T.I.P.O., si deduce che la destra da contraria com'era nel 2018, ne sia divenuta addirittura promotrice, ma questo solo oggi, perché invece, nel maggio 2020, meno di 6 anni fa, l'assessora Nicoletta Verì, in sopralluogo a Popoli con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, affermava ben altro. Annunciavano un trionfalistico rilancio del presidio, e l'accensione di ben 5 cantieri per l'ospedale, destinato a fare da riferimento a tutto il territorio interno e persino il rilancio del reparto, annunciando testualmente l'avvio - dello studio di progettazione tecnico-economica per il trasferimento della Rianimazione al secondo piano del corpo C2. Non solo, in tempi recenti, la pec è del 1° agosto 2025, il DG in risposta alla richiesta di informazioni sul futuro della Rianimazione risponde che avrebbe attuato l'atto aziendale, in fase di condivisione con il Dipartimento Sanità e con l'Agenzia Sanitaria Regionale e che comunque, riporto testualmente: obiettivo prioritario della scrivente direzione aziendale, ancorché nel ristretto ambito di operatività residuale oltre ai vincoli testè evidenziati, sia quello di garantire funzioni e strutture essenziali al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza presso tutti i presidi ospedalieri, ivi compresa la rianimazione, nonché di potenziare l'assistenza territoriale. Poi, che è successo? Ma soprattutto quando e perché hanno deciso il contrario?
E se, come leggo dall'astio delle risposte a propria difesa, il centrodestra è contro il decreto Lorenzin, ha avuto 4 anni di governo per cambiarlo, perché non lo ha fatto? Perché non lo fa ora?
E se le mie sono bugie, mi chiedo perché oggi sulla porta del reparto si legge in grande la scritta "Rianimazione", ma sotto c'è anche Terapia Intensiva Post Operatoria, che praticamente sono due cose diverse, come da me denunciato, perché alla T.I.P.O. non possono accedere pazienti non operati e quindi la rianimazione è chiusa per tutti gli altri casi. Infine resta da capire dove questa "mutazione" sia scritta: è nell'atto aziendale condiviso con gli organi preposti, come il Comitato ristretto dei sindaci della Asl o altrove? Io non posso dirlo, perché nonostante un accesso agli atti, non sono riuscito né ad avere i documenti e né informazioni per capirlo. E, cosa altrettanto essenziale, qual è il provvedimento che scioglie il congelamento del 2018 e che quindi dà la stura alle modifiche recenti? Aspetto risposte documentate. Anche a mezzo stampa. Nessuno è nato ieri qui, ma la trasparenza è un diritto dei cittadini e delle cittadine e una sanità che funzioni è un dovere di chi governa".
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