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mercoledì 26 marzo 2025

ABRUZZO INSIEME: "AUMENTATO IL GETTITO IRPEF PER PAGARE I DEBITI DELLA SANITA’ SENZA MIGLIORARE I SERVIZI"


L'AQUILA - "Il 25 marzo, il Presidente Marsilio  accompagnato da una piccola rappresentanza del suo partito e dal fido Assessore Verì, ha spiegato agli abruzzesi la necessità e la bontà dell’ennesimo intervento a soccorso delle disastrate finanze della sanità regionale, affidando ad un profluvio di parole l’esigenza di nascondere gli insuccessi di una direzione politica e di un management capaci solo di scaricare i propri costi sui cittadini.L’aumento dell’addizionale IRPEF è solo l’ultima trovata di una gestione completamente fallimentare da parte del Presidente e della riconfermata Assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Una gestione che dura da oltre 6 anni, totalmente autoreferenziale e fino ad oggi impermeabile persino alle critiche delle isolate voci della maggioranza, concentrata da sempre a tacitare ogni segnale di allarme lanciato da cittadini, operatori e opposizione, nel negare le evidenze della realtà.
E’ già accaduto con il disavanzo 2023, svelato dalla maggioranza solo dopo la riconferma alle elezioni – quelle in cui Marsilio dichiarava quello abruzzese un modello sanitario da esportare -, è avvenuto di nuovo in autunno quando davanti ad un disavanzo di quasi 200 milioni il duo Marsilio-Verì sminuiva la situazione con la promessa di semplici economie di gestione, avviene oggi quando, di fronte alla spada di Damocle di un commissariamento per deficit, si interviene mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti abruzzesi.
L’ennesimo intervento ai danni dei cittadini a “salvataggio” di una sanità che pare scaricare su di essi ogni sua deficienza e incapacità.
Ma fino a quando gli abruzzesi saranno obbligati a pagare il prezzo degli errori di questa classe dirigente? L’aumento delle tasse, che apparentemente dovrebbe servire a ripianare i conti, non è che un palliativo momentaneo, un cerotto su una ferita infetta. L’esborso che la Giunta ha varato serve ad escludere solo l’ipotesi immediata di un commissariamento, non risolve in alcun modo il dramma di un disavanzo strutturale in crescita continua a cui il Presidente, l’Assessore alla Sanità e i dirigenti delle 4 ASL hanno dimostrato di non saper mettere riparo.
L’ennesima beffa per i cittadini abruzzesi, costretti ancora una volta a vedere le proprie tasse – aumentate – utilizzate per coprire gli errori pluriennali della gestione politica della sanità, senza che il proprio denaro serva almeno per scongiurare le deficienze, le inadempienze e l’inadeguatezza dei servizi. Perché oltre all’aumento della tassazione, continuano ad incombere sui cittadini i famosi piani di razionalizzazione annunciati dai manager della Sanità abruzzese nell’autunno 2024, dove razionalizzazione vuol dire necessariamente taglio di servizi. Una prospettiva tutt’altro che rosea per una realtà che vede nel dramma delle liste d’attesa infinite, nella mobilità passiva verso le regioni più virtuose, nella carenza di personale e nella scarsa attrattiva per le eccellenze sanitarie la sua cartina di tornasole.
Davanti a questa situazione i cittadini abruzzesi avrebbero meritato un’operazione di trasparenza e azioni efficaci, devono invece subire la propaganda di un governo regionale che prova a mascherare i maggiori esborsi a danno della classe media con una riduzione millesimale degli importi dovuti da altri. La foglia di fico della riduzione di qualche millesimo dell’aliquota per i redditi inferiori ai 28000 euro rischia invece di divenire la scusa per i prossimi tagli ai servizi. Non un’operazione di equità, ma una semplice operazione di facciata, utile forse sul piano comunicativo della fantomatica “destra sociale”, di utilità temporanea, che non esclude future correzioni peggiorative. Dietro la foglia di fico della rimodulazione degli importi si nasconde la richiesta di sacrifici che non porteranno nessun cambiamento sotto il profilo gestionale e qualitativo dei servizi erogati, della qualità degli stessi e dell’inefficienza della gestione delle risorse.
Le fasce più deboli continueranno a subire le infinite liste d’attesa, la classe media vedrà solo salire la pressione fiscale senza nemmeno il mantenimento del livello dei servizi, alimentando la mobilità passiva verso le regioni del nord, i più facoltosi continueranno a scegliere la sanità privata.
Ad oggi questi sono i risultati evidenti degli ultimi anni di governo del centrodestra, un disastro per il quale il Presidente Marsilio ha deciso che a pagare non siano i veri colpevoli, ma tutti i cittadini, nascondendo le colpe della politica e dell’Assessorato alla Sanità, che ancora una volta tace le responsabilità dei quattro manager, nominati dalla politica regionale e saldamente al comando di 4 Asl disastrate, contro ogni logica e razionalità. Una ristretta élite che, con buona pace dell’inefficienza e dell’incapacità, rifuggendo dalle proprie responsabilità e ad ogni valutazione, continua a raccontare una realtà distante anni luce dalle esperienze quotidiane dei normali cittadini, probabilmente le uniche persone a non potersi lamentare della sanità abruzzese, anche davanti all’aumento della tassazione e al taglio dei servizi".

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