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domenica 9 maggio 2021

"PROSPETTIVE FUTURE DOPO LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL SIN DI BUSSI SUL TIRINO"

BUSSI - "Si è tenuta ieri la conferenza stampa indetta dai gruppi consiliari di centrosinistra in Regione Abruzzo, avente ad oggetto: "Prospettive future dopo la Commissione d'inchiesta sul SIN di Bussi". Presenti anche Luigi Moscone, segretario del circolo PD di Bussi e Pino De Dominicis, consigliere comunale di Bussi sul Tirino.Oggi le forze di centrosinistra in Consiglio regionale sono qui per tirare le somme dopo la conclusione della Commissione d'inchiesta regionale sul Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino, per guardare al futuro e per prendere un impegno con l'intera comunità della Provincia di Pescara e di Chieti.Rivendichiamo di aver fortemente voluto l'istituzione di questa Commissione, assieme al Presidente Legnini, come uno dei primi atti di questa consiliatura e siamo qui per presentare un lavoro concluso, un lavoro complesso e corposo che fotografa alcuni degli aspetti del SIN ma, soprattutto, indica delle tracce da seguire, un percorso che è ancora lungo ma che ha anche avuto una forte accelerazione durante i lavori di questa Commissione.La Commissione d'indagine non è una Commissione di merito. Il tempo a disposizione (che per statuto è di 6 mesi), il lungo lasso di tempo trascorso dalla scoperta di queste discariche e la mancanza di veri poteri hanno reso difficile questa indagine, che comunque è arrivata a fotografare bene gli aspetti fondamentali, ed è la prima volta che una Commissione d'inchiesta della nostra Regione chiude i propri lavori con una relazione.La Commissione d'inchiesta regionale aveva il compito di fotografare tre aspetti, in gran parte colti.

1 – Impedimenti, lentezza e ritardi che hanno impedito la bonifica del SIN di Bussi;

2 – Bonifica e risanamento ambientale volta alla reindustrializzazione dell'area;

3 – Diritto alla salute dei cittadini.

 

Il Sin di Bussi sul Tirino è un sito di interesse nazionale. Merita ancora l'attenzione e la lente di ingrandimento puntata per portare a casa dei risultati che l'Abruzzo attende ancora. E' importante per il territorio a valle di Bussi, è importante per Bussi, che si è trovata a dare il nome a una delle discariche abusive più importanti d'Italia e d'Europa, è importante perché l'inquinamento continua ancora.

Sono questi i punti su cui bisognerà ancora lavorare:

 

    Esatta riperimetrazione. Rispetto al decreto del 29 maggio 2008 con cui è stata definita la prima perimetrazione.

1)      manca ancora il decreto conclusivo della conferenza di servizi che include il comparto Z di Piano d'Orta;

2)      la Regione non ha ancora deciso cosa fare delle aree tra via Fiume e il bacino dell'Orta a Bolognano, dove Arta nel 2019 ha comunicato la presenza degli stessi inquinanti dell'area industriale;

3)      mancano gli approfondimenti di Arta rispetto al Bosco Marrama o bosco Sant'Antonio per Popoli;

4)      mancano, perché non sono state mai svolte, indagini approfondite sulle sostanze traccianti delle discariche alla foce del fiume Pescara. Le uniche eseguite per la concomitante caratterizzazione dei fanghi nel 2011-2013 ha riscontrato quantità di mercurio superiori ai valori di riferimento per la matrice dei sedimenti.

 

    Il 13 maggio p.v. sarà la data dell'udienza con cui il Consiglio di Stato deciderà sul ricorso RTI DEC DEME e Regione.

Se il Consiglio di Stato accoglierà il ricorso si procederà con il progetto Goio, che è quello appaltato. Questo vuol dire che la società aggiudicataria dovrà presentare il progetto (e occorrerà del tempo), ma i lavori di bonifica non riguarderanno le aree ex Iprite ed ex Fosgene, che non erano ricomprese nel progetto Goio.

Viceversa, se il Consiglio di Stato darà ragione al Ministero, sarà Edison a dover continuare, in forza del principio "chi inquina paga". In questo caso bisognerà attendere la produzione delle analisi di rischio e esaminare (con attenzione) il progetto di bonifica che verrà presentato. Su questo aspetto raccomandiamo grande attenzione per comprendere che tipo di bonifica verrà presentata e approvata.

 

    Accertarsi che i fondi stanziati con la L. 10/2011 vengano riscritti nella competenza del Ministero dell'Ambiente, dopo la scadenza al 30 giugno 2018 della relativa ordinanza. Questi fondi andranno convogliati per la bonifica delle aree 2A e 2B se il Consiglio di Stato dovesse accogliere il ricorso della Regione e della Dec Deme o fare in modo che con gli stessi fondi si completi la bonifica anche dei terreni degli ex capannoni per la produzione di fosgene e iprite. Se il Consiglio di Stato dovesse dare ragione al Ministero e chiedere che Edison continui nel procedimento di bonifica, vorrà dire che la Regione dovrà indicare dove utilizzare i fondi stanziati con la Legge 10/2011 che dovranno, a nostro avviso, coprire anche la bonifica delle aree ex Iprite ed ex Fosgene.

    Individuare il soggetto inquinatore per tante aree che ancora restano senza. Le ordinanze della Provincia di Pescara sono state emesse per le 2A e 2B, per il sito industriale, per Piano d'Orta e, da ultimo, per le aree dello stabilimento industriale, ma mancano per tante altre aree, ad iniziare da quelle dinanzi alla stazione ferroviaria di Bussi, per continuare con il fondovalle adiacente alle sponde del fiume Pescara, il Campo Pozzi S. Angelo, le aree di proprietà della Società Tirino, quelle Enel, quelle di autostrade e Anas ed altre ancora. Questa situazione deve far riflettere sul tempo ancora necessario per avere la bonifica integrale del SIN.


    Studio epidemiologico. Ad oggi è mancante uno studio epidemiologico sulla salute delle famiglie che hanno usufruito dell'acqua del Pozzi Sant'Angelo. Nel 2015 l'Agenzia sanitaria".

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