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giovedì 25 gennaio 2018

DI GIANDOMENICO:" L’ACCESSO ALLO SPRAR, UNA SCONFITTA PER LE DUE AMMINISTRAZIONI CHE SI SONO AGGRAPPATE AL BUSINESS DELL’ACCOGLIENZA"

SULMONA - Salutato come una vittoria, l’ingresso nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) dei Comuni di Campo Di Giove e Cansano, spinge il coordinatore del Movimento Italica valle Peligna/Sulmona, Alberto Di Giandomenico, ad una riflessione sulle scelta fatta dalle 2 località. “Hanno perso servizi importanti come la guardia medica, sul fronte del turismo non c’è alcuna prospettiva di rilancio delle attività commerciali e degli  impianti sciistici. La maggior parte della popolazione lavora altrove, ma le amministrazioni decidono di accogliere 12 richiedenti asilo per 3anni, 7 migranti a Campo di Giove e gli altri a Cansano”.
“Ho come l’impressione che il progetto presentato dai Comuni, con bilanci in rosso, non sia ispirato alla solidarietà e all’accoglienza né tantomeno ad evitare un eventuale arrivo di profughi nell’unica struttura ricettiva dell’area – interviene Di Giandomenico – Dico questo perché la ‘soluzione’ trovata dalle amministrazioni non limita, né contiene eventuali domande di accoglienza dei privati, ma quasi le incentiva. E seppur gli imprenditori vi avessero rinunciato per scommettere ancora sul turismo, questa scelta dei 2 comuni penalizza e potrebbe essere persino presa da esempio da altre amministrazioni. Comunque i limiti per l’accoglienza sono solo nell’ambito della partecipazione al progetto Sprar quindi chiunque può continuare a fare richiesta di migranti anche per Cansano e Campo Di Giove che hanno aderito al progetto senza alcuna condizione, limite e garanzia al di fuori dello Sprar. È chiaro che la situazione si complica anche per Sulmona e l’intera comunità regionale che dovrà farsi carico di garantire servizi gratuiti mentre enti e cooperative ricevono fior, fior di contributi. Alle 12 persone accolte in alta quota vanno aggiunti le 37 ospitate dalla Asp 2 Casa Santa dell’Annunziata e una quarantina di richiedenti asilo ospitati sulla statale 17, non si sa poi quanti ne siano alloggiati all’ex Europa park hotel dove la sera le luci accese nelle camere ne rivelano i numeri. Se per il rilancio turistico le località d’alta quota hanno bisogno di una spinta non possono essere certo i profughi a darla o ad attirare turisti. Non mi sembra certo una vittoria l’accesso allo Sprar, ma una sconfitta per le 2 amministrazioni che si sono aggrappate al business dell’accoglienza per questioni economiche. È come curare l’influenza con un calmante. Il vaccino è a base di progetti a lungo raggio, formule virtuose e iniziative che le località del Parco dovrebbero mettere sul tavolo della Regione sfruttando più che i migranti la vocazione turistica insita nei loro territori protetti da agganciare, in linea con uno sviluppo sostenibile, al bacino sciistico dell’Alto Sangro. È troppo complicato garantire un futuro solido come fecero i nostri nonni?” conclude il portavoce del movimento Italica".  

 Alberto di Giandomenico.

CENTROABRUZZONEWS

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