ROMA -
"Una proposta di legge “in materia di applicazione dell’imposta municipale propria nonché della tassa e della tariffa sui rifiuti nei riguardi delle persone fisiche trasferite all’estero”. approvata il 4 dicembre dalla Camera dei Deputati, ed ora all’esame del Senato, riscrive le agevolazioni fiscali sui beni immobili degli italiani residenti all’estero, iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). L’IMU 2026 introduce un regime agevolato specifico per i proprietari di immobili abitativi nei Comuni con meno di 5.000 abitanti. La misura mira a sostenere i piccoli centri, contrastare lo spopolamento e rafforzare il legame con i cittadini emigrati all’estero.
Si tratta di un passo concreto a sostegno degli italiani che vivono all’estero ma mantengono un legame con il loro territorio d’origine, un sistema “chiaro ed equo” per alleggerire il carico fiscale su immobili di piccola e media dimensione.
La riforma introduce, infatti, un sistema progressivo basato sulla rendita catastale dell’immobile, applicabile a una sola unità abitativa non locata né concessa in comodato, situata nel Comune di ultima residenza in Italia o di iscrizione AIRE. L’agevolazione è riservata a chi abbia vissuto in Italia almeno cinque anni prima dell’espatrio.
Il nuovo assetto prevede l’esenzione totale per le rendite catastali più basse, riduzioni significative per quelle intermedie e il ritorno all’aliquota piena oltre determinate soglie, concentrando il beneficio sugli immobili di valore modesto o medio, tipici dei borghi interessati dal fenomeno migratorio".
F.S.
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