SULMONA - "Leggo quello che alcuni politici aquilani, durante un incontro di sindaci per discutere dei miglioramenti della tratta ferrioviaria Roma- Pescara, avrebbero sostenuto in ordine ad una piu' conveniente lettura di quel che si chiamera' Corridoio 5. Il Corridoio 5 e' una via commerciale, individuata dalla Commissione Europea, che, partendo dai porti atlantici del Portogallo e via Barcellona, Civitavecchia e Ortona, dovrebbe sfociare nei balcani. La via naturale e' quella esistente che, partendo da Civitavecchia, arriva a Ortona via Roma, Avezzano, Sulmona e Pescara.
Qualcuno della citta' di Federico, pur di deviare tale tragitto attraverso L'Aquila,
si e' inventato prima la realizzazione ex novo di un tratto ferroviario da Roma a L'Aquila.Poi che da Roma a Pescara la via piu comoda e breve passerebbe per l'Aquila. Queste sono fantasie che fanno il paio con quelle che negli ultimi 50 anni hanno tentato di dare a L'Aquila una centralita' geografica che non avra' mai , compresi ben due trafori del Gran Sasso.Fantasie che in passato sono costate una barca di soldi pubblici e che potrebbero in futuro costsrne ancora di piu'.
Sulmona e Avezzano devono stringersi in un patto di ferro per salvaguardare l'asse Pescara -Roma cosi come e' e fari si che la geografia resti geografia e non diventi un romanzo di Giulio Verne tra l'altro a costo di enormi denari pubblici".
Massimo Carugno
Resp.. Nazionale Diritti del Cittadino PSI
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