( Video intervista Vannino Chiti)SULMONA - Nell'ambito delle iniziative per le Elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio 2013, il Circolo del Partito Democratico di Sulmona ha tenuto una manifestazione pubblica alla quale hanno preso parte Giovanni Legnini, capolista alla Camera dei Deputati per la circoscrizione Abruzzo e Vannino Chiti, Vice-Presidente del Senato della Repubblica.L'incontro si è tenuto presso i locali del Comitato Elettorale del PD, in Corso Ovidio 79 a Sulmona
."La ricetta per uscire dalla crisi è porre al centro il lavoro, in Italia dobbiamo dare ai giovani e a chi ha perso il lavoro la possibilità di avere un'occupazione e quindi agevolare chi fa impresa
e la costituzione di nuove attività, agevolare dal punto di vista del fisco, del credito di imposta per chi assume giovani o donne, di possibilità dello sviluppo sostenibile, azioni concrete che migliorino il paese e diano lavoro" ha spiegato Vannino Chiti."Noi siamo un grande paese, abbiamo pero' affrontato male la crisi che ci ha colpito, abbiamo un debito enorme, il debito piu' grande dopo la Grecia, ma abbiamo anche le potenzialità per uscirne" ha continuato Chiti."Noi mettiamo al centro il lavoro, lo sviluppo sostenibile, l'istruzione , la formazione, liberazione delle autonomie
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| Vannino Chiti |
locali per le potenzialità che hanno rispetto alle possibilità di fare gli investimenti la dove la comunità ne ha bisogno e delle misure sui costi della politica.In parlamento in questa legislatura è stato superato il vitalizio che dalla fine del 2011 non esiste piu'.Eravamo minoranza altrimenti l'avremo già fatto, vogliamo affrontare anche il tema dell'indennità dei parlamentari, per noi al di la delle medie europee, il parlamentare italiano non può prendere di piu' di quello che prende il sindaco di una città medio grande"ha concluso Chiti.Giovanni Legnini ha riproposto una sintetica riflessione sulle problematiche di carattere politico in generale.
"Dobbiamo dire la verità in questa campagna elettorale perchè la sistuazione italiana è drammatica e questo lo sappiamo.Il tema che abbiamo di fronte non è che oggi al governo ci vada il centro sinistra o il centro destra, anche se è molto probabile capire chi vince.Il tema è solo capire se noi avremo una maggioranza sufficiente o no" ha affermato Legnini."Ma il centro della nostra attenzione deve essere il fatto che noi nei prossimi mesi avremo di fronte il grande quesito se il nostro paese c'è la farà o no a superare questa situazione di difficoltà senza precedenti.Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto due crisi, due recessioni, le piu' gravi dal dopo guerra ad oggi.Abbiamo perso otto punti del Pil della ricchezzza nazionale in un anno che equivalgono a circa 130 miliardi di euro.Le manovre finanziarie al quale abbiamo
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| Giovanni Legnini |
assistito da luglio 2011 fino alla recente legge di stabilità, ammontano a 100 miliardi di euro.Fare manovre finanziarie significa prevedere l'aumento delle entrate o la diminuzione delle spese, ovvero togliere il denaro o non fare affluire il denaro nelle tasche dei cittadini, delle famiglie, delle imprese, degli enti locali" ha spiegato Legnini."Le imprese vantano dalle pubbliche amministrazioni cifre che si aggirano attorno ai 60 -70 miliardi di euro e inoltre le banche hanno smesso di fare prestiti.Abbiamo quindi circa 300 miliardi di euro in meno che circolano nel sistema economico e sociale rispetto alla situazione pre crisi.Queste macrocifre spiegano la situazione italiana e ci interrogano sulla necessità di una terapia straordinaria.Se vogliamo fare un operazione della riduzione della insostenibile pressione fiscale poi si puo' scegliere, se l'imu , il cuneo fiscale, le tasse sul lavoro ecc. Ma se vuoi recuperare qualche risorsa per poter affrontare questo tema fiscale, con qualche efficacia il tema dello sviluppo e della crescita, devi porti il problema della sostenibilità della finanza pubblica.Nonostante gli sforzi fatti non reggiamo la situazione finanziaria pubblica e quella economico sociale se non agiamo sul cosiddetto denominatore.
Se noi pensiamo che il prossimo governo possa tirare a campare, la nave affonderà.Occorrono, una spinta, un impulso straordinario, occorrono piu' riforme" ha continuato Legnini."Quelle che ha fatto Monti sono "all'acqua di rosa" rispetto a ciò che occorrerebbe al nostro paese in termini di cambiamenti strutturali.Questo presuppone un approccio riformatore sull'intero comparto delle pubbliche amministrazioni che deve essere incisivo.Bisogna rivedere la spesa pubblica per creare spazi finanziari per lo sviluppo e quindi determinare le condizioni affinchè riprenda un circolo virtuoso di economia e finanza pubblica, occupazione e lavoro.Bisogna analizzare in modo analitico capitolo per capitolo esigenza per esigenza e cosa il sistema pubblico deve fare e non deve fare" ha concluso Legnini