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SULMONA- “Le donne hanno diritto di partorire in questo territorio”. E’ con questo slogan che la Cgil alle 11 di oggi è scesa in strada a manifestare, in concomitanza con le mobilitazioni nazionali per un servizio sanitario nazionale pubblico, universale e di qualita', davanti l’ospedale di Sulmona a difesa del punto nascita che entro ottobre 2012 dovrebbe chiudere. Nessuna futura mamma. Nessun altro sindacalista. Con striscioni e megafono una cinquantina di persone hanno presidiato nel piazzale antistante il SS Annunziata. Al fianco di
Damiano Verrocchi, segretario della sezione sulmonese della Cgil provinciale, c’erano i pensionati Spi Cgil Sulmona, il tribunale del malato, cittadinanza attiva, gli ambientalisti e il comitato spontaneo chiamato “Punto nascita”, alcuni consiglieri di minoranza, Giuseppe Ranalli (Idv), Luigi Santilli (Insieme per Lombardo), Silverio Gatta (Sel) e un rappresentante Api.
La Cgil chiede alla Regione di attivarsi da subito per delibare una deroga al fine di salvare il punto nascita di Sulmona nonostante non si rientri nei termini dei 500 parti previsti (430 i neonati nel 2010). “La sanità non si fa con i numeri” hanno gridato. “Diventa una battaglia per le donne di questo territorio. Vanno garantiti i livelli di assistenza essenziali e il reparto dev’essere fornito di tecnologia sanitaria avanzata. Non possiamo meritare altri schiaffi come quelli presi fino ad oggi”. Secondo il comitato in rosa, pronto ad organizzare altre iniziative, al motto di “Io aspetto” vogliono non solo che venga salvata neonatologia, ma che sia potenziata, con un primario in pediatria e un punto di rianimazione neonatale”. Il nuovo ospedale di Sulmona e della Valle Peligna va realizzato con finanziamento totalmente pubblico nell’area adiacente l’attuale. Grida il sindacato. “Occorre certezza nei finanziamenti. Le asl si devono far carico di reperire tutte le risorse necessario perché il nososocmio di Sulmona, per importanti criticità strutturali e bassi fattori di sicurezza in caso di sisma, è l’ospedale che va costruito per primo in Regione”.g.s.



