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domenica 20 novembre 2011

PRESENTATO "IL VOLTO SCOPERTO", LIBRO DI MARIO SETTA


SULMONA -  “Ho celebrato la mia ultima messa il 7 aprile 1979”. E’ l’incipit con cui Mario Setta, ex sacerdote, docente in congedo e studioso di storia e filosofia, uno dei tre preti considerati “scomodi” per le gerarchie cattoliche,  si racconta con “Il volto scoperto”, attraverso la sua autobiografia, un viaggio scandito in tre tappe, con continui flash back, ripercorrendo diciassette anni da prete, l’approdo “Ai piedi del Morrone”  e l’essere “Uomo fra Uomini”.  Parte con l’ultima cerimonia liturgica officiata alla Badia di Sulmona per rievocare la nascita della sua vocazione a Bussi sul Tirino, la formazione nel seminario di Bologna, l’ordinazione sacerdotale, la vita da prete-operaio, sulle orme di don Milani, e l’arrivo in Valle Peligna, in cui dal 1970 al 1979 fu parroco di una piccola comunità. Erano in tanti ieri pomeriggio nell’agenzia della promozione culturale ad assistere alla presentazione del volume
  del fondatore del Freedom Trail del liceo scientifico sulmonese, nel giorno del suo compleanno, insieme alla giornalista Maria Rosaria La Morgia, allo storico Costantino Felice e a Italia Gualtieri. In tanti hanno voluto esserci, anche coloro che hanno vissuto in prima persona gli anni adolescenziali frequentando la parrocchia alla Badia, commentando quanto “faccia effetto ripercorrere l’epoca di Don Mario”. Dedicato anche a Pasqualino Iannamorelli, “sacerdote nella diocesi di Sulmona” e Raffaele Garofalo, “parroco di due frazioni nelle vicinanze di Sulmona, Campo di Fano del Comune di Prezza e Torre dei Nolfi del comune di Bugnara”,  e Peppino Grieco, parroco a Muro Lucano “con i quali ho condiviso questo sogno” il libro, oltre a riferimenti anche a momenti di sconforto dell’autore, in cui è stato lo studio l’elemento sul quale si è fatto forza, quello che segnava la differenza tra pensanti e non pensanti, Setta affronta anche tematiche “delicate” per la Chiesa, quelle che lo hanno condotto allo scontro, come il divorzio, l’aborto, la politica, l’amore, le tariffe per le funzioni religiose. L’atteggiamento non consono ai dettami della Chiesa gli causò la sospensione dall’esercizio pastorale che si acuì con la candidatura nell’’82 nelle liste del Pci.



Vari gli interventi durante la conferenza, ieri. Risultavano familiari i racconti per molti dei presenti, qualcuno veniva citato tra il pubblico, qualcun altro apprendeva solo in quei momenti di quegli episodi. Un’atmosfera affabile si è creata nel piccolo anfiteatro. “Ho osato l’inosabile” ha detto Setta, il quale, prima di congedarsi, ha ricordato sia l’emblematica  immagine in copertina, opera di Luciano De Dominicis “Sono grato all’amico e collega. Un piccolo capolavoro che, in una visione cosmo centrica di ri-nascita, delineando i volti dei progenitori nella “cacciata dal paradiso terrestre” di Masaccio, offre spunti suggestivi alle tematiche del libro”, sia la parte conclusiva dell’opera, che comincia dall’immagine di Auschwitz, paradigma del male. “Essere sempre alla ricerca è il cammino da fare. Siamo noi che dobbiamo risorgere, è l’umanità che deve risorgere”.  Un lungo applauso ha tirato giù il sipario sul convegno e un bagno di folla ha abbracciato l’ex prete docente. G.S.

”Oggi, il campo di sterminio di Aushwitz, paradigna della lotta secolare tra il bene e il male, è assurto a simbolica tomba dell’umanità. Una tomba che attende, come per l’amico Lazzaro, il grido di resurrezione di cristo in lacrime: “Uomo, vieni fuori!”





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