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giovedì 24 settembre 2026

TERME DI CARAMANICO: "AREACOM E REGIONE ABRUZZO DISERTANO LA COMMISSIONE VIGILANZA". BLASIOLI: «ORA LE DOMANDE CHE AVREMMO VOLUTO PORRE IN AULA LE FAREMO PUBBLICAMENTE. I CITTADINI ED IL TERRITORIO MERITANO RISPOSTE CHIARE»

PESCARA - "Ancora una volta salta la commissione vigilanza relativa alla questione Caramanico Terme per assenza degli auditi. La prima volta, il 6 agosto, era saltata per l'assenza di Aca. La seconda, prevista per oggi, salta per il diniego di Areacom e Regione Abruzzo. Siamo davanti a una questione dirimente per il territorio di Caramanico terme e per tutti i cittadini del comprensorio. È indispensabile fare luce dove ancora il pressapochismo di qualcuno genera ombre. Per questo, nonostante sia saltato il punto all'odg della Commissione, oggi poniamo le nostre questioni pubblicamente. I cittadini, i commercianti e tutto il comune di Caramanico merita attenzione e chiarezza" lo afferma il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che spiega "Nella richiesta che ho presentato al Presidente della commissione era espressamente indicato che l'interesse della Commissione non contemplava alcuna intromissione sulla valutazione di una Commissione di gara, peraltro non ancora neanche nominata. Quella della gara "per la concessione pluriennale dello sfruttamento delle acque minerali, termali e di sorgente ubicate nella Regione Abruzzo, relativo a quelle collocate nel Comune di Caramanico Terme" indetta con Determinazione n. 125 del 3 luglio 2025, è una procedura farraginosa, incoerente e con aspetti molto dubbi.

Un po' di storia

Nel corso degli anni, Areacom, per conto della Regione Abruzzo, ha più volte rinviato il termine per la presentazione delle offerte, motivando queste proroghe con l'esigenza di riallineare la procedura alle aste fallimentari riguardanti i due lotti del fallimento: quello del complesso termale e quello della Reserve. Tale riallineamento, tuttavia, non è avvenuto in occasione della seduta del 29 luglio 2026, nonostante la curatela fallimentare avesse fissato, già il 24 giugno 2026, la nona asta per la vendita dei due lotti di Caramanico Terme alla data del 13 ottobre 2026.

Areacom si è quindi discostata  rispetto alla linea seguita con la determina n. 220 del 17 novembre 2025, nella quale si giustificava la proroga dell'avviso di sfruttamento delle acque proprio con la volontà di riallineare le scadenze di questo bando con quello delle aste. Ciò alla luce del fatto che anche che il disciplinare di gara prevedeva, all'art. 13, ben 20 punti di premialità per chi partecipasse all'avviso di sfruttamento delle acque avendo già acquisito gli stabilimenti termali. Anche la determinazione n. 64 del 23 febbraio 2026 prevedeva la proroga per le stesse finalità. La stessa motivazione è stata poi adottata per la terza proroga, con determinazione n. 138 del 20 aprile 2026.

Sia chiaro che parliamo di proroghe legittime. Il disciplinare di gara parla di acque da finalizzare alla ripartenza dell'impianto termale. E del resto è Areacom che nel disciplinare di gara prevede che ci siano 20 punti di premialità per il soggetto che ha in possesso, proprietà o locazione l'edificio termale.

Cosa è cambiato, dunque? Perché Areacom ha scelto di comportarsi diversamente rispetto a quanto fatto in occasione delle precedenti proroghe? Chi ha impartito questo indirizzo? È stata forse la Giunta? Sono queste le domande che avremmo voluto porre ad Areacom e al Presidente Marsilio. Del resto, tale richiesta emergeva con assoluta chiarezza dalla richiesta di convocazione della Commissione.

I dubbi

Quello che potrebbe accadere qualora Areacom decidesse di proseguire su questa strada è un'eventualità che non mi lascia affatto tranquillo e che desta non poche preoccupazioni.

Potrebbe accadere che l'acquisizione del diritto di utilizzo delle acque determini una posizione di indubbio vantaggio per il soggetto al quale tale diritto venisse attribuito, almeno con riferimento al lotto 1 della procedura fallimentare, quello relativo allo stabilimento termale. È infatti evidente che l'eventuale aggiudicazione dello stabilimento, senza la possibilità di sfruttare l'acqua termale, rischierebbe di tradursi nel possesso di una vera e propria "scatola vuota", sostanzialmente inutilizzabile. Una circostanza che, inevitabilmente, potrebbe ridurre l'interesse degli operatori a partecipare all'asta. Al contrario, il soggetto già concessionario delle acque potrebbe scegliere di attendere lo svolgimento di ulteriori aste successive alla nona, beneficiando di un eventuale ulteriore ribasso del prezzo base.

Ricordo, inoltre, che, secondo quanto riportato da notizie giornalistiche, i due soggetti interessati, Terme Inn e ACA, avrebbero presentato ai curatori, al di fuori della procedura d'asta, offerte pari a circa 1,2 milioni di euro per il primo lotto. Un dato significativo se si considera che il valore del medesimo lotto è oggi sceso a una base d'asta di 3.192.125 euro.

In questa situazione potrebbe configurarsi, in via ipotetica, un danno per i creditori della procedura. Tra questi vi è anzitutto il Comune di Caramanico Terme, ma anche tutti gli altri soggetti creditori coinvolti. Una simile dinamica rischierebbe infatti di incidere negativamente sull'interesse alla partecipazione all'asta e, di conseguenza, sul valore di realizzo dei beni oggetto della procedura fallimentare. A ciò si aggiunge il danno che potrebbe ricadere sull'intera comunità di Caramanico Terme, che attende ormai da sei anni la riapertura delle terme.

Avremmo voluto affrontare questo tema in Commissione. Un tema di interesse centrale che però viene scansato dall'assenza, seppur comunicata, dagli attori interessati.

Aggiungiamo un'altra riflessione, che deriva da un fatto nuovo

Il verbale di gara del 31 luglio 2026 dà atto che l'unico operatore ad aver presentato domanda nei termini è stato Terme Inn, che ha completato l'invio il 23 luglio alle ore 19.59. Il termine per la presentazione delle offerte era infatti fissato al 24 luglio alle ore 12. Successivamente, però, interviene la disposizione di servizio del Direttore di Areacom, datata 11 agosto 2026, con la quale viene impartita al RUP l'indicazione di consentire il completamento del caricamento della domanda di ACA. Un intervento che si colloca dopo la chiusura dei termini e che incide direttamente sulla gestione della procedura che consente l'"invio fuori termine" al soggetto che a detta di Areacom non avrebbe completato nei tempi la domanda.

La determinazione n. 301 dell'11 agosto 2026, consente di ricostruire meglio le ragioni e le modalità dell'intervento successivamente disposto da Areacom. Si legge nella stessa che dall'analisi di svolta sulla piattaforma in uso ad Areacom non ci sarebbero stati problemi e che Aca avrebbe iniziato il caricamento della documentazione "in un termine estremamente prossimo alla scadenza del termine perentorio, completandole oltre il termine fissato dalla Piattaforma (cioè oltre il termine delle ore 12 del 24 luglio); non risulterebbero evidenze indisponibilità della Piattaforma G.I.A.D.A. nei giorni di caricamento dell'offerta da parte dell'operatore Economico.  Di conseguenza, pur nella considerazione che non vi siano stati malfunzionamenti della piattaforma, si ritiene opportuno consentire all'operatore sopra richiamato il perfezionamento della domanda in virtù dei principi di risultato e di massima partecipazione previsti dal codice dei contratti (artt.1 e 3 del d.lgs. n.36/2023)".

Il Rup recepisce l'indicazione con Verbale del 1 settembre 2026 e riammette Aca, scrivendo anche che da seguito alla richiesta del Direttore di Areacom e che restano impregiudicate le prerogative di Terme Inn.

Mi sembra evidente – continua Blasioli - che siamo dinanzi ad una gara "fittizia". Con questo verbale di riammissione e di costatazione, chiunque facesse ricorso vincerebbe dinanzi alla giustizia amministrativa.

C'è poi da chiedersi se fosse nella disponibilità del Direttore di Areacom effettuare questa disposizione di riammissione. Non era una competenza del RUP l'ammissione dei partecipanti e l'eventuale proroga. La determinazione n. 301 cita una disposizione di servizio inviata dal Direttore Generale, Avv. Donato Cavallo, in data 11 agosto 2026.

Perché si verifica questa ingerenza? Era nella sue competenze? Risponde al vero che la piattaforma utilizzata da Areacom non ha avuto difficoltà? C'è stata una interlocuzione politica prima della determinazione dell'11 agosto 2026 che ha riammesso Aca?

Queste ultime domande, nel rispetto della gara in corso, non le avrei mai poste nella Commissione di vigilanza in cui ho cercato una collaborazione costruttiva ma visto che si fugge ad ogni confronto credo che queste domande, come le precedenti, meritino risposte chiare e inequivocabili. Abbiamo letto pagine e pagine di carteggi, analizzato documenti, procedure e atti. Non ci fermeremo fino a quando non sarà stata fatta la dovuta chiarezza e fino a quando il territorio di Caramanico Terme non sarà tutelato da una burocrazia farraginosa, da una politica scostante e da assenze strategiche e dannose per un territorio che rappresenta il fiore all'occhiello del turismo per la provincia di Pescara e per tutta la regione Abruzzo", conclude.


Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

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