L'AQUILA - "Pregiatissimi, le scriventi Organizzazioni Sindacali, CGIL L’Aquila e FP CGIL L’Aquila, intendono sottoporre all’attenzione delle SS.LL. e delle Commissioni in indirizzo la grave situazione venutasi a creare sul territorio Provinciale a causa dell’emergenza incendi che ha colpito e che continua a colpire duramente la nostra Regione.Siamo di fronte, tutte e tutti, agli effetti evidenti e drammatici del cambiamento climatico, che non può più essere trattato astrattamente come un'emergenza imprevedibile, ma come un fattore strutturale e reale con cui bisogna fare i conti. L'innalzamento globale delle temperature, i prolungati periodi di siccità e l'estremizzazione dei fenomeni meteorologici stanno amplificando la frequenza e la violenza dei roghi, innescati, in alcuni casi, dolosamente. Questo nuovo scenario mette a nudo la fragilità della nostra Regione e l'insufficienza dei modelli di gestione basati sulla sola logica dell'emergenza, senza investimenti seri e concreti nella prevenzione e nella cura del territorio.
A questa crisi ambientale si sommano, inoltre, le pesanti conseguenze strutturali prodotte dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato. A distanza di anni dalla riforma, infatti, emerge con drammatica chiarezza come lo smantellamento di quel presidio abbia indebolito la governance del territorio, frammentando le competenze tra le diverse amministrazioni e disperdendo un patrimonio insostituibile di professionalità, conoscenza e competenze specifiche nella prevenzione, nel monitoraggio boschivo, nell'intervento immediato agli incendi e nella relativa bonifica. La perdita della conoscenza e del conseguente controllo capillare delle nostre vaste aree interne, montane e dei parchi – particolarmente vulnerabili nella Provincia dell'Aquila – ha creato un vuoto operativo che l'attuale sistema di Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, nonostante l'enorme sforzo profuso, fatica a colmare a causa di ormai croniche carenze di organico e di risorse.
Il moltiplicarsi dei roghi sta mettendo a dura prova la sicurezza delle comunità che abitano nelle aree interne, la biodiversità delle stesse e l’efficacia dei servizi di soccorso. Diventa, quindi, impellente ridefinire le strategie regionali con un’analisi adeguata dell’incisività dei piani di prevenzione e di adattamento climatico, della dotazione di personale e mezzi e del coordinamento operativo sul campo.
La gravità di quanto accaduto e di quanto ancora sta accadendo nel corso di quest’estate è testimoniata da una vera e propria mappatura dell’enorme estensione dei disastri che stanno interessando capillarmente la nostra Provincia:
1. Area Aquilana e Conca di Roio: il vastissimo rogo partito da Lucoli si è esteso per settimane fino alle frazioni di Roio e di Bagno, lambendo i centri abitati e mandando in fumo oltre 1.600 ettari di pascoli e boschi. A questo si è aggiunto il pericoloso fronte apertosi a Rocca di Cambio;
2. Centro Abruzzo e Valle Peligna: l'emergenza sul Monte Morrone si trascina da oltre tre settimane. Le fiamme continuano a risalire i versanti minacciando le vallate di Pratola Peligna e Roccacasale, culminando, poche ore fa, nel necessario salvataggio in elicottero di 11 soccorritori (tra Alpini, Vigili del Fuoco e volontari) rimasti intrappolati dal fuoco;
3. Valle Subequana, Marsica e Aree Interne: di estrema gravità è il violento incendio che ha interessato il territorio di Gagliano Aterno, che ha prodotto ingenti danni all'ecosistema locale, richiedendo l’impiego di mezzi aerei e squadre di terra. Forti criticità e roghi attivi hanno colpito duramente anche i territori di Collarmele e Pescina, distruggendo decine di ettari di prateria. Parallelamente, fiamme pesanti hanno aggredito la zona di Bisegna e lambito lo straordinario patrimonio ambientale di San Sebastiano dei Marsi, confermando la drammatica vulnerabilità delle nostre aree interne e dei parchi. In ultimo, proprio nella giornata di ieri, anche nella zona della Valle Roveto, a Civita D’Antino, è scoppiato un altro incendio.
Il moltiplicarsi simultaneo di questi episodi mette a nudo l'insufficienza dei modelli di gestione basati sulla sola logica dell'emergenza e dimostra la fragilità del Piano Antincendio Boschivo (AIB) regionale. Risulta, pertanto, impellente analizzare l'efficacia della dotazione e del coordinamento dei mezzi e del personale sul campo per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro degli operatori e dei volontari costretti a turni massacranti in condizioni ambientali estreme e per la salvaguardia del nostro territorio e delle comunità che lo abitano.
Come rappresentanti delle lavoratrici, dei lavoratori e della cittadinanza, riteniamo indispensabile un confronto con le istituzioni regionali finalizzato all’analisi delle criticità riscontrate, all’adozione di misure di contrasto e di prevenzione degli incendi e all’attuazione di tutti gli investimenti strutturali necessari nel settore forestale e del soccorso pubblico per garantire la salute e la sicurezza del personale operativo, della popolazione e del territorio. Per tali motivi, le scriventi sigle sindacali richiedono formalmente un’audizione urgente presso le Commissioni in indirizzo, restando in attesa di positivo riscontro e della convocazione per le date che riterrete più opportune".
Il Segretario Generale CGIL Provincia dell’Aquila
Francesco Marrelli
Il Segretario Generale FP CGIL Provincia dell’Aquila
Anthony Pasqualone
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