ROMA - Nardella(Cnpp-Spp) - "È positivo che anche altri ne parlano ma sarà determinante l'azione del Governo". Il numero vertiginoso di casi di aggressione, di evasione e di rivolte nelle carceri italiane non ha eguali nella storia del sistema penitenziario italiano.Che debba essere fatto presto qualcosa è sotto gli occhi di tutti.La promiscuità di detenuti vogliosi di redenzione con quelli invece che dal crimine non vogliono proprio guarire sta risultando fallimentare risultando assai deleterio soprattutto per i primi che dal carcere vogliono uscire positivamente ricostruiti nella loro identità.Di questo bisogna tenere conto, così come del fatto che un progetto che tenda a ridurre, se non a cancellare le aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, e non solo, debba essere subito implementato.
Da diverso tempo portiamo avanti l'idea di riaprire istituti gli istituti di pena di Pianosa e Asinara e, se non bastano, anche altri come lo potrebbero essere quelli di Capraia e Ventotene e ivi farvi prestare servizio un Corpo specializzato della Polizia penitenziaria quale potrebbe essere il G.I.O.( Gruppo di Intervento Operativo).
Lo andiamo affermando per "disarmare" definitivamente dagli insani propositi chi continua a produrre disastri pur stando in ambienti, quali sono appunto le carceri, che dovrebbero quanto meno limitarli se non del tutto evitarli.
Inviare in tali contesti e li lasciarli fino a quando non avranno dimostrato un minimo di collaborazione alla crescita interiore chi si è macchiato dei reati di aggressione, omicidio, evasione e rivolta in carcere deve essere vista come priorità dal ministro della Giustizia in particolare e del Governo in generale.
Separare chi si avvale del potere di soggezione e di prevaricazione nei confronti dei detenuti più deboli è una decisione che va presa e subito se si vorrà dare un senso al lavoro dello Stato e alla volontà dell'articolo 27, comma 3 della Costituzione.
Si faccia e presto qualcosa.
Mi fa piacere che la mia idea sia stata presa in considerazione e riproposta anche da un altro sindacato.
Ora spetta però alla politica darsi da fare.
Se il concetto della sicurezza sta a cuore a tutti sia la destra che la sinistra dovrebbero unire le forze per fare si che ciò accada.
Se questo non succederà vorrà dire una sola cosa e cioè che della nostra sicurezza ai parlamentari italiani non importa nulla.
Vedremo cosa accadrà.
Intanto l'invito lo lanciamo per l'ennesima volta: governanti e parlamentari italiani se ci siete battete un colpo".
Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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