L'AQUILA - "Il Presidente nella giornata dell’accensione del Tripode: dialogo, riconciliazione e coesione sono un impegno per istituzioni, politica e comunità. «Il Fuoco del Morrone, nel suo viaggio dall’Eremo di Sant’Onofrio attraverso borghi e comunità, rappresenta simbolicamente un Abruzzo che si ritrova intorno ai valori del dialogo, della riconciliazione e del perdono. Un filo che unisce territori, generazioni e memorie e che, con l’accensione del Tripode, dà avvio a una delle celebrazioni più importanti e identitarie della nostra regione».
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in occasione della cerimonia di accensione del Tripode della Pace che apre la 732ª Perdonanza Celestiniana.«Quest’anno – ha sottolineato Marsilio – la Perdonanza assume un significato ancora più forte perché L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. È un’occasione straordinaria per mostrare all’Italia e al mondo non soltanto la bellezza e la storia della città, ma anche i valori universali che essa è capace di esprimere. La cultura è capacità di generare incontro, partecipazione e coesione e la Perdonanza riesce a tenere insieme, in maniera straordinaria, storia e futuro, spiritualità e dimensione civile, identità locale e vocazione universale. Un legame che guarda anche ad Assisi e all’Anno francescano, nel segno di quei valori di pace, fraternità e perdono che già lo scorso Natale hanno unito simbolicamente le due città attraverso il Presepe monumentale di Castelli e l’albero dell’Aquila.».
Il Presidente ha quindi richiamato il significato dell’accensione del Tripode nell’attuale scenario internazionale. «In un tempo segnato da guerre, violenze e divisioni, il messaggio che parte dall’Aquila acquista una particolare attualità. La pace è un impegno che coinvolge le istituzioni, la politica e le nostre comunità. Dialogo, riconciliazione e rispetto della dignità dell’altro sono valori che oggi abbiamo il dovere di continuare a coltivare. Un ringraziamento al Comune dell’Aquila, al Comitato Perdonanza, all’Arcidiocesi, al Movimento Celestiniano, alle istituzioni, alle associazioni, ai volontari, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che, con un lavoro spesso silenzioso, rendono possibile ogni anno questa straordinaria celebrazione. La Perdonanza è patrimonio dell’Aquila e dell’Abruzzo e, grazie al riconoscimento UNESCO, patrimonio culturale immateriale dell’umanità».

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