Castelvecchio Subequo torna a brillare con”Arti e Mestieri a Palazzo- Castelvecchio Divino in Vino”. Lo show cooking dello “Chef Wild”, Davide Nanni, è l'immagine simbolo della storica rassegna estiva che sabato 8 e domenica 9 agosto ha fatto registrare il pienone, riportando pubblico e vitalità nel cuore antico del paese. Circa 4 mila le presenze registrate nella due giorni dell'evento.“Un successo che ci da' la responsibilità di restituire vita ai luoghi colpiti dal sisma- ha detto il sindaco Marisa Valeri- e di creare nuove occasioni di sviluppo per Castelvecchio e la Valle Subequana”.CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ) – I luoghi del sisma rinascono con lo chef Davide Nanni. È l’immagine più emblematica della 14esima edizione di “Arti e Mestieri a Palazzo – Castelvecchio DiVino in Vino”, che ha chiuso i battenti lo scorso fine settimana a Castelvecchio Subequo, in provincia dell’Aquila, con un gran successo di pubblico.
Due intense giornate quelle di sabato 8 e domenica 9 agosto in cui il paese è tornato a riempirsi di persone, voci, musica e profumi. La fotografia scattata è quella di antichi spazi tornati ad illuminarsi, rue e piazzette che sono diventati luoghi d’incontro, calici che si sono intrecciati tra chi si è rincontrato in paese per le vacanze. E, nel cuore del paese, Davide Nanni che cucina, circondato dalla gente, sulla piazzetta del Belvedere, uno dei luoghi simbolo della manifestazione tornato a rivivere dopo i lavori post-sisma.
E' l'immagine più significativa di questa edizione 2026, che ha accompagnato il ritorno alla vita di nuovi spazi del centro storico recuperati dopo i cantieri del terremoto, trasformando ancora una volta Castelvecchio Subequo in un grande museo a cielo aperto, tra arti e mestieri di una volta, tour guidati, mostre d'arte, artigianato, spettacoli, danza, musica ed eccellenze gastronomiche.
Un’edizione che ha fatto il pienone: guardando ai numeri, nella due giorni della rassegna, sono stati distribuiti circa 700 calici, senza contare i singoli tagliandi, per una stima di oltre quattromila presenze tra appassionati del vino e semplici visitatori.
DAVIDE NANNI, UNA FOTOGRAFIA DI RINASCITA
Uno dei momenti più attesi e partecipati è stato lo show cooking dello chef abruzzese Davide Nanni. Da Castrovalva, frazione di Anversa degli Abruzzi, nella vicina Valle del Sagittario, Davide Nanni, meglio conosciuto dal grande pubblico come “J so' Wild”, ha portato nel cuore di Castelvecchio Subequo la sua cucina “a sentimento”, genuina e verace.
Sulla piazzetta del Belvedere, in uno scenario che ha abbracciato uno dei paesaggi più selvaggi d'Abruzzo, con alle spalle la Valle Subequana e il maestoso Monte Sirente, Davide Nanni, affiancato dall'immancabile papà Mario e dai suoi collaboratori, ha cucinato i suoi frascarelli all'abruzzese. Fuoco vivo e padelle, tagliere di legno “di recupero”, frasche come forchetta e ingredienti che arrivano dalla dispensa di casa, la sua ricetta “wild” ha conquistato tutti con un racconto alla mano, fatto di continui scambi con il pubblico, sorrisi ed emozioni. Poi l'assaggio per i 5 più fortunati, sorteggiati dopo un contest sulle pagine social, e il grande selfie collettivo al grido di “Nu sem Wild”.
Una serata indimenticabile con piazzette e vicoli intorno stracolmi per il firmacopie del suo ultimo libro e una foto ricordo. Un simbolo di questa edizione: uno chef nato in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese che cucina all’interno di un altro borgo dell’Appennino, tra luoghi segnati dal terremoto e oggi progressivamente restituiti alla comunità. Una fotografia di rinascita.
IL VINO D’ABRUZZO NEL CUORE DELLA MANIFESTAZIONE
L'evento si è aperto sabato 8 agosto, nella cornice di piazza San Francesco d'Assisi, tra canti e balli d'Abruzzo del “Sirente Junior” guidati dalla maestra Jenny Musti, protagonisti della cerimonia inaugurale con il corpo di ballo bambini dell'Associazione “La Figlia di Jorio” di Orsogna, che ha incantato tutti con l'esibizione spettacolare della loro “quadriglia” e, a chiusura, i giovanissimi talenti del gruppo ballo della Pro Loco APS Castelvecchio, guidato da Linda Giangregorio.
Poi, i saluti istituzionali del sindaco Marisa Valeri con l'amministrazione al completo, che ha voluto premiare il lavoro dei volontari nell'organizzazione dell'evento con la consegna di una significativa pergamena. A ritmo di organetti e tamburelli, coristi e piccoli danzatori hanno fatto da accompagnatori speciali per l'apertura ufficiale delle cantine con esibizioni itineranti lungo l'intero percorso di degustazione tra vino e tipicità locali.
Grande affluenza nelle dimore storiche del cuore antico del borgo che hanno ospitato le 10 cantine d'Abruzzo, portando in degustazione, con la formula del ticket con calice al seguito, 20 vini di eccellenza tra bianchi, rosati e rossi sotto la guida dei sommelier dell'Associazione Italiana Sommelier d'Abruzzo. Da Palazzo Tomassetti Valeri con le sue corti a Palazzo Pirro, dal Colle alla piazzetta sotto il Belvedere, i vini hanno segnato un autentico itinerario degustativo affiancato dalle postazioni food per celebrare il meglio della tradizione abruzzese e subequana.
UN PAESE TRASFORMATO IN PALCOSCENICO DIFFUSO
Ma “Arti e Mestieri a Palazzo” non è stato soltanto vino. Il centro storico si è trasformato per due giorni in un grande palcoscenico diffuso nel quale arte, artigianato, mostre, antichi mestieri, musica e spettacolo hanno accompagnato residenti e visitatori alla scoperta degli angoli più suggestivi del paese.
Tra le novità più rilevanti la performance d'arte “Dal vuoto ai silenzi, dal caos all’ordine. Sintesi esistenziale di artisti arguti”, collettiva d'arte ospitata nei pregevoli ambienti dell'antico Palazzo Tesone. Sei gli artisti che hanno partecipato con opere scelte: Paolo Vanzolini, Pierluigi Asuni, Gino Angelone, Vittorio Di Boscio, Gino Lozzi e Silvio Formichetti. Un percorso curato e guidato da Stefania Di Carlo, critica d'arte di fama nazionale e giornalista, che ha portato a Castelvecchio Subequo un viaggio eccezionale nell'arte che interroga l'esistenza.
Grande interesse poi per il Museo dei Ricordi della Valle Subequana, nato dal compianto Enrico Acconcia, tra i padri fondatori della rassegna, e portato avanti da suo nipote Stefano. Attrezzi, utensili e testimonianze degli antichi mestieri hanno restituito la memoria di una comunità cresciuta nella fatica e nel rapporto profondo con la terra.
LA GIORNATA DEL MINATORE, LA MEMORIA CHE DIVENTA FUTURO
Particolarmente significativo anche il momento dedicato alla Giornata del Minatore, omaggio a una delle pagine più importanti della storia di Castelvecchio Subequo, “paese dei minatori”, con la mostra fotografica dedicata all'arrivo della statua di Santa Barbara nel sessantesimo anniversario.
Accanto alla memoria collettiva, spazio anche a quella delle famiglie con “Oggi Sposi”, dedicato agli anniversari di matrimonio e al rinnovo delle promesse, che ha trasformato la festa in un racconto di legami e generazioni.
IL BORGO IN MUSICA
La due giorni è stata anche un grande palcoscenico musicale. Tra degustazioni di vino ed eccellenze gastronomiche abruzzesi, ad animare cortili e piazzette è stata la musica, che ha fatto come sempre da colonna sonora alla manifestazione. Folk, pop, jazz, rock e dj set hanno occupato ogni angolo del centro antico di San Giovanni, tra tramonti panoramici e suggestivi punti fotografici allestiti a tema. Grande folla per la musica 70-80-90 che ha fatto ballare tutti nel cuore cittadino, mentre il gran finale è stato affidato alle consolle dei Dj per la Notte Bianca, che ha prolungato la festa nella notte.
Spazio anche ai bambini e alle famiglie, con attività di intrattenimento come gli spettacoli con il fuoco e giochi in piazza, e l'appuntamento speciale della Danza orientale, new entry di questa edizione, portata in piazza dalla maestra Linda Giangregorio, per un evento capace di coinvolgere tutte le generazioni.
UN EVENTO CHE RACCONTA IL FUTURO DELLE AREE INTERNE
Il bilancio della quattordicesima edizione va però oltre il successo dei singoli appuntamenti.
«Questa edizione – ha dichiarato il sindaco Marisa Valeri -ci restituisce soprattutto l’immagine di un paese vivo. Vedere tante persone attraversare il centro storico, entrare nei suoi spazi, conoscere le nostre tradizioni e condividere questi luoghi rappresenta il risultato più importante. Arti e Mestieri a Palazzo nasce per custodire e raccontare la nostra identità, ma oggi ha anche una responsabilità in più: contribuire a restituire vita ai luoghi e creare nuove occasioni di conoscenza e promozione per Castelvecchio Subequo e per tutta la Valle Subequana.Una sfida – ha concluso-che riguarda molti piccoli comuni dell’Appennino: trasformare il patrimonio storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico in una risorsa capace di generare presenze, relazioni e nuove opportunità.».
«Siamo felicissimi del lavoro fatto quest'anno- ha detto il vice sindaco Armando Frittella. Abbiamo voluto riportare la manifestazione allo spirito delle origini, con una grande attenzione alle arti e ai mestieri: oltre 20 tra artisti ed artigiani hanno costruito un percorso di scoperta dei mestieri di una volta che sopravvivono ancora oggi nella straordinaria abilità artigiana, eccellenza d'Abruzzo. Voglio poi sottolineare- ha concluso- il significativo momento della cerimonia di inaugurazione, con i bambini protagonisti con canti e balli della tradizione abruzzese e moderna. A loro trasmettiamo i valori profondi di questa manifestazione e l'impegno a coltivare le loro radici sempre”.
La manifestazione è stata promossa e organizzata dall’Amministrazione comunale di Castelvecchio Subequo, con il patrocinio della Regione Abruzzo e del Parco Regionale Sirente Velino, e con la collaborazione dell’associazione La Ginestra Subequana, del Gruppo Corale Folk Sirente, del Centro Sociale Anziani Lacetelene, dell’associazione teatrale I Male e Piegg, della Cooperativa di Comunità L’Incontro di Castel di Ieri, Federcori, Murivals, del Gruppo Alpini della Valle Subequana e dell’Associazione Italiana Sommelier".
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