La concentrazione maggiore è sul monte Morrone dove ne sono in azione quattro mentre un altro è in arrivo. Tutto ciò insieme a tre elicotteri e un centinaio di forze da terra, tra vigili del fuoco, volontari di protezione civile ed esercito. L'altro canadair è stato dirottato nell' incendio di Carpineto Sinello, in provincia di Chieti, dove sono sul campo due squadre di vigili del fuoco e tre di volontari. Le fiamme preoccupano anche a Salle, in provincia di Pescara nell'altro versante del monte Morrone, dove è stato spostato un elicottero regionale e da terra vigili del fuoco, tre squadre di protezione civile e una cisterna per il reperimento di acqua. Roghi sono in gestione in provincia di Chieti, anche a Tornareccio e nella fondovalle cena tra Cupello - Monteodorisio - Furci - Fondovalle Trieste, in quest'ultimo scenario ci sono due elicotteri, vigili del fuoco, e quattro squadre di protezione civile e con una vasca per approvvigionamento di acqua in arrivo. Ad Alanno, in provincia di Pescara, è stato inviato un elicottero Lupo Grigio della protezione civile. C'è una segnalazione da Civitella Roveto in provincia dell'Aquila, operazione di bonifica sono in atto a Quadri e Bucchianico, nel Chietino, e Miano - Sparazzano, in provincia di Teramo".(ANSA)
Messi in salvo 11 operatori e un maneggio."Si aggrava l'incendio sul monte Morrone, la sacra montagna di Celestino V che da tre settimane sta facendo i conti con l'emergenza. Nel pomeriggio il direttore delle operazioni di spegnimento ha disposto l'evacuazione degli operatori sul Colle delle Vacche. Il forte vento che soffia a 100 km/h ha fatto venir meno le condizioni di sicurezza per sei militari del nono reggimento alpino, tre volontari della protezione civile di Tagliacozzo e due vigili del fuoco. Un elicottero si è alzato in volo per recuperare gli undici che erano in evidente difficoltà per l'avanzata delle fiamme. Il mezzo di emergenza è atterrato nel campo sportivo di Roccacasale portando a valle gli operatori bloccati mentre i mezzi sono rimasti in quota. Al momento due Canadair, un elicottero Eriksson e un elicottero della protezione civile continuano a operare per contenere i danni. Se sul versante del sentiero R3 la situazione appare gestibile mentre sul sentiero R4 che porta al Colle delle Vacche il fronte si è complicato tanto che si sta monitorando anche l'azienda pirotecnica. Nelle ultime ore è scattata l'allerta anche per la fuliggine nelle frazioni, soprattutto a Bagnaturo il centro più invaso. Un nucleo familiare composto da due persone ha deciso di sua spontanea volontà di allontanarsi da casa mentre la sindaca Antonella Di Nino ha effettuato un sopralluogo sul posto".
Morrone di nuovo in fiamme, Di Marco: "Finita l'emergenza, chiederò una verifica puntuale sulla governance della Protezione Civile regionale. Troppe falle ed errori: un prezzo troppo alto per la Maiella e per l'Abruzzo"
"Spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il patrimonio verde minacciato è la priorità assoluta di queste ore, ma una cosa deve essere chiara fin da ora: a emergenza conclusa, va verificata in modo puntuale la governance della Protezione Civile regionale e la gestione della Regione di interventi e prevenzione. È necessario avere contezza di risorse, atti, piani, competenze, metodo ed efficacia, perché è impensabile quello che sta accadendo: un territorio che conta parchi nazionale e bellezze naturalistiche uniche come il nostro non può permettersi queste ferite", il Vicepresidente della Commissione Ambiente e consigliere regionale Antonio Di Marco interviene con toni durissimi sull'incessante rogo che sta devastando il Monte Morrone, preannunciando una battaglia politica ed ispettiva in Consiglio Regionale sulle falle emerse nella gestione della crisi.
"Ringraziamo senza riserve i Vigili del Fuoco, gli operatori di terra e i tantissimi volontari che stanno lottando contro il fuoco con straordinaria dedizione. Ma il coraggio di chi sta sul campo non può e non deve fare da scudo alle gravissime carenze viste in questi giorni – accusa Di Marco - . In questa vicenda abbiamo assistito a troppi errori, a ritardi inaccettabili nel coordinamento e a una superficialità di fondo che dimostra quanto il Piano AIB della Regione Abruzzo continui a mostrare falle strutturali enormi, punti interrogativi su cui con i colleghi di opposizione chiederemo risposte in Consiglio regionale con l'interpellanza presentata proprio a fronte dell'incendio. Quando i roghi riprendono e si estendono per tre settimane di fila, non si può parlare di pura fatalità, ciò che andrà verificato è il peso di difetti di pianificazione, se ce ne sono stati, di tempestività e di gestione dell'allerta. Le responsabilità di quanto sta accadendo sono enormi e a pagarne il prezzo più alto al momento sono i nostri Comuni lasciati soli a gestire l'ansia dei cittadini, le comunità soffocate dai fumi da settimane e soprattutto la Maiella, il cui inestimabile patrimonio boschivo è stato letteralmente devastato ed è ancora a rischio. Altro elemento da verificare sono i danni collaterali, a partire dagli effetti degli incessanti fumi che stanno riempiendo il comprensorio peligno colpito e un piano immediato di cui chiederò riscontro all'ARTA per capirne la portata per la qualità dell'aria. Finita la crisi è indispensabile pensare anche al risarcimento e il ripristino ambientale sostenibile, per restituire al territorio ciò che ha perso. Ma soprattutto, dal giorno dopo lo spegnimento dell'ultimo tizzone, pretenderemo un azzeramento e una revisione profonda della governance della Protezione Civile regionale. L'Abruzzo non può più permettersi di veder bruciare le sue montagne".



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