Il Corteo accompagna attraverso le strade del capoluogo il documento con il quale Papa Celestino V, nel 1294, concesse l’indulgenza plenaria a quanti, rispettando le condizioni stabilite, si fossero recati nella Basilica di Collemaggio. Un rito che attraversa i secoli e che ogni anno coinvolge istituzioni, rappresentanze civili e religiose e cittadini.
«Vedere la Bolla attraversare ancora una volta L’Aquila significa vedere una comunità che non si limita a ricordare la propria storia, ma continua a viverla e a tramandarla. Il Corteo tiene insieme memoria e partecipazione, dimensione civile e spirituale, e testimonia quanto l’eredità di Celestino V sia ancora profondamente radicata nell’identità di questa città».
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Marsilio ha richiamato il valore del messaggio che il documento porta simbolicamente con sé: «Nel 1294 Celestino consegnò all’Aquila un’idea rivoluzionaria nella sua semplicità: offrire a tutti una possibilità di perdono. Oggi accompagnare quella Bolla fino a Collemaggio significa ribadire che il perdono e la pace non sono parole affidate al passato. Significa rifiutare l’idea che l’odio debba avere sempre l’ultima parola e mantenere aperto lo spazio del dialogo e della riconciliazione».
Un significato ancora più forte nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. «La cultura è anche capacità di una comunità di riconoscersi nelle proprie radici e di trasmetterle alle nuove generazioni. Il Corteo della Bolla ne è una rappresentazione straordinaria: una tradizione antica che non resta confinata nella memoria, ma continua a parlare al presente».
«La Perdonanza è patrimonio dell’Aquila, dell’Abruzzo e dell’umanità. Oggi l’Abruzzo cammina simbolicamente insieme alla Bolla verso Collemaggio, raccogliendosi attorno a una storia e a valori comuni. La Regione Abruzzo è orgogliosa di accompagnare questo cammino e di contribuire a custodirne e trasmetterne il significato», ha concluso Marsilio".

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