L’invito è arrivato dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, nell’ambito del corteo storico della Perdonanza. Una presenza che assume anche un significato culturale particolare per il collegamento tra la tradizione della Corsa degli Zingari e la figura di Celestino V, approfondito dallo scrittore Fernando Frezzotti nel libro La via degli Angeli. Il volume ricostruisce un suggestivo intreccio storico e spirituale tra Celestino V, la traslazione della Santa Casa di Loreto e la tradizione pacentrana.
Al di là degli approfondimenti storici, sui quali continuano studi e ricerche, quella vissuta ieri resta soprattutto una giornata dal forte valore simbolico. La Corsa degli Zingari è entrata nel cuore di una delle più importanti celebrazioni religiose e civili d’Abruzzo, portando con sé l’identità di Pacentro e dell’intera Valle Peligna.
Un risultato che arriva al termine di un percorso di crescita diventato particolarmente significativo a partire dal 2018. Da allora la manifestazione ha compiuto un salto di qualità che pochi, all’inizio, avrebbero immaginato. Un progetto costruito passo dopo passo, con la convinzione che una tradizione così antica potesse essere valorizzata senza perdere la propria autenticità.
Negli anni la Corsa ha progressivamente superato i confini locali e regionali, conquistando attenzione in Italia e all’estero e trasformandosi in uno dei simboli più riconoscibili delle tradizioni popolari abruzzesi. La partecipazione alla Perdonanza rappresenta ora un ulteriore riconoscimento di questo cammino.
A rendere ancora più significativa la giornata è stata la presenza dei più piccoli. Vedere bambini e ragazzi sfilare accanto ai corridori adulti ha restituito plasticamente l’idea di una tradizione capace di attraversare le generazioni. Un ponte tra chi ha corso nel passato, chi corre oggi e chi raccoglierà domani il testimone.
Gli applausi che hanno accompagnato la delegazione fino a Collemaggio sono stati così anche un omaggio a un’intera comunità. A Pacentro, certamente, ma più in generale alla Valle Peligna e all’Abruzzo, che attraverso la Corsa degli Zingari continuano a raccontare al mondo una storia fatta di fede, sacrificio, identità e appartenenza.
Quella di ieri non è stata dunque soltanto una partecipazione a una rievocazione storica. È stata la conferma di quanto lontano possa arrivare una tradizione quando una comunità continua a crederci".




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