L’opera d’arte nasce al termine di un lungo e articolato iter reso possibile grazie ai fondi del Bando Cammini della Regione Abruzzo. Il concorso ha visto la partecipazione di venti artisti arrivati da tutta Italia e non solo. I bozzetti sono stati valutati da una giuria di grande rilievo, composta da Luigi Nacci, Mariangela Mattia, Nando Nasi e Gianotti. La giuria ha espresso grande soddisfazione per l'elevata qualità delle proposte, decretando la vittoria unanime del progetto firmato da Cesare Pergola.
L’installazione si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione che prevede anche la ristrutturazione dell’antico fontanile e la posa di un piccolo edificio in legno, pensato come riparo diurno e bivacco di emergenza notturna. L’opera vincitrice sorge sul confine tra il Comune di Sante Marie e il Comune di Tagliacozzo, e diventerà nel tempo un nuovo motivo per fermarsi, osservare e vivere il territorio attraverso il linguaggio dell’arte.
La scultura, intitolata “La carovana sul cammino”, raffigura una carovana guidata da un brigante che conduce un mulo. Seguono due camminatori moderni e un gruppo di animali selvatici tipici delle montagne abruzzesi, tra cui l’aquila, la volpe, il lupo, il camoscio e l’orso. L’opera è realizzata in ferro corten traforato, una tecnica che dona leggerezza e trasparenza, garantendo un impatto delicato e armonioso nel paesaggio naturale. La giuria ha premiato anche la coerenza stilistica dell'autore, il cui tratto distintivo risiede proprio nell'uso di materiali traforati che rendono la sua produzione unica e riconoscibile.
Pergola, architetto e artista multimediale di settanta anni, originario di Limosano in Molise e residente tra Firenze e San Paolo del Brasile. In Brasile ha fondato e diretto la Galeria Belvedere a Paraty e il Festival Internazionale di Arte Contemporanea, coinvolgendo oltre cinquecento artisti. La sua scultura sul Cammino dei Briganti testimonia un profondo dialogo tra la memoria storica dei luoghi e l'arte contemporanea, e offre a ogni camminatore un’emozione in più da vivere passo dopo passo.
"Mi sono calato nel Cammino dei Briganti", ha raccontato l'artista, "e ho voluto puntare sulla tradizione, sul binomio antico e moderno, per esaltare la linfa vitale del territorio. La figura del bandito ottocentesco e il giovane che ama camminare sono uno accanto all'altro perché rappresentano due facce del Cammino. Poi ho arricchito il tutto con la fauna del posto, e questo ha fatto la differenza. L’opera è stata interpretata e rappresentata con il mio linguaggio e il mio tratto distintivo, basato su una lavorazione che svuota la sagoma e la dematerializza. È un lavoro a togliere, più che a mettere, che alleggerisce le forme e permette loro di interfacciarsi e di calarsi meglio nel paesaggio, lasciando filtrare luci e ombre".
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