SULMONA - "E’ mai possibile che nel 2026 per spegnere gli incendi si debbano utilizzare gli stessi sistemi di 60 anni fa? Che si debba contare quasi esclusivamente sull’abnegazione e sul coraggio dei Vigili del Fuoco e dei volontari? Quello che accade in questi giorni nella nostra Provincia e, da noi, ancora una volta sul monte Morrone, in fiamme come nel 2017, non è l’eccezione ma la regola. E’ così in tutta Italia.Canadair ed elicotteri esistono ma sono insufficienti. Per di più non di rado succede che non siano disponibili perché in avaria. Eppure, il nostro governo ha fatto della sicurezza un vero e proprio cavallo di battaglia. Un cavallo che, alla prova dei fatti, si dimostra però azzoppato, mettendo a nudo l’ipocrisia e la falsa propaganda di chi detiene le leve del potere.
Don Renato Sacco, prete della Val d’Ossola, di fronte agli incendi che stanno mettendo in ginocchio il territorio in cui vive, protesta andando diritto al cuore del problema: “Un’ora di volo di un aereo antincendio costa 6 mila euro; un’ora di volo di un cacciabombardiere F-35 costa 40 mila euro. Si parla tanto di difesa, ma bisognerebbe parlare di difendere le nostre montagne, gli ospedali, le scuole, quelli che lavorano accanto ai giovani. Questa è la difesa di cui abbiamo bisogno”.
Don Sacco prosegue: “Come mai in Italia ci sono solo 19 Canadair e vogliamo avere invece 115 F-35? Gli F-35 bombardano e creano morte, i Canadair spengono gli incendi e tutelano la vita, ma noi insistiamo sulla morte e non sulla vita”.
Già, come mai? L’Italia ha aderito al programma europeo ReArm Europe che prevede una spesa di 800 miliardi di euro entro il 2030 perché, secondo la narrazione ufficiale, ci sarebbe un nemico alle porte pronto ad attaccarci. Un nemico, la Russia, che da quattro anni e mezzo – guarda caso - è impantanato in una guerra che nessuno sa quando finirà.
Non occorre essere degli esperti di strategia militare per capire che, se noi ci riarmiamo, il nostro ipotetico nemico si riarma ancora più di noi. E si va avanti così in una spirale che ha al suo apice la reciproca distruzione. Le uniche ad essere felici in questa assurda situazione sono le industrie belliche che, grazie al fiume di denaro che arriva nelle loro casse, stanno facendo profitti da capogiro, mentre per i bisogni vitali dei cittadini non ci sono mai risorse.
Ma torniamo un attimo agli F-35, che sono aerei d’attacco del colosso americano Lockheed Martin. Con un’ora di volo di un F-35 possono volare 7 Canadair. Ancora più significativo è il confronto sui costi dei due velivoli. Il cacciabombardiere costa mediamente 100 milioni di euro, mentre l’aereo antincendio ne costa circa 25. Quindi con un F-35 si potrebbero acquistare 4 Canadair.
L’Italia ha deciso di comperare 115 F-35 per una spesa complessiva di 11 miliardi e 500 milioni di euro. Pertanto, con la stessa somma si sarebbero potuti acquistare 460 Canadair. Oggi in dotazione alla Protezione Civile nazionale ce ne sono solo 19. Ma, chissà, forse un giorno il governo italiano rinsavirà e per spegnere gli incendi useremo gli F-35 che, opportunamente modificati, invece di ordigni scaricheranno acqua".
Mario Pizzola
(Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile)
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