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venerdì 10 luglio 2026

RASSEGNA TEATRALE KNÀ 2026. "GRANDE SUCCESSO PER GLI SPETTACOLI TEATRALI DI FINE LABORATORIO"

TERAMO - "Da William Shakespeare a Elias Canetti passando per Ennio Flaiano e concludendo “assurdamente” con Eugène Ionesco.Sono stati cinque gli appuntamenti presso la Sala Polifunzionale “I Pioppi” a Giulianova, in provincia di Teramo, che hanno visto in scena attrici e attori di tutte le fasce di età.
1 e 2 luglio – “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE”

Ispirato all’opera di Shakespeare, portato in scena con due gruppi distinti di allievi 6-10 anni.

Tutto inizia con l’”invasione” dei piccoli attori che, avanzando dal fondo della platea e districandosi tra la fitta vegetazione immaginaria, conquistano il palcoscenico sul quale si anima un bosco fuori dal tempo, dove fate, artigiani e giovani ateniesi si ritrovano intrecciati in una notte di equivoci, incantesimi e amori scambiati.

Niente è come sembra, tanti equivoci, litigi e amori ma l'alba di un nuovo giorno rimette tutto al suo posto... o quasi. Piccoli attori disinvolti, ironici e divertiti lasciano letteralmente a bocca aperta gli spettatori.


3 luglio – “UN MARZIANO A ROMA”

Ispirato all’opera di Ennio Flaiano.

Gli attori Junior del Teatro Knà 11-13 anni incantano il pubblico, creano momenti di suspense e riescono anche a farlo ridere a crepapelle, forse l’obiettivo più difficile da raggiungere in scena.

Un essere venuto da lontano atterra nella città eterna e la osserva con gli occhi di chi non conosce le nostre abitudini, le nostre manie, le nostre piccole vanità. I ragazzi ci guidano in un viaggio surreale e irresistibile, perché a volte serve uno sguardo alieno per vedere finalmente le cose come stanno: “Al popolo dategli un motivo di distrazione e ci puoi fare quello che vuoi...”






5 luglio – “VANITAS”

Con il gruppo degli Adulti dai 18 anni in su. Liberamente ispirato all’opera forse meno conosciuta di Elias Canetti, autore del saggio “Massa e potere”.

Una scelta coraggiosa, sia per la tematica che per la complessità del testo. Gli attori tutti hanno assorbito e interpretato magistralmente l’opera.

In scena si susseguono momenti di “confusione” felliniana, pura poesia, coreografie suggestive, immersive, “distorte”, canti emozionanti e momenti di ilarità, dietro ai quali si nasconde una realtà crudele di un regime totalitario che, anziché bruciare libri, pretende che vengano distrutti tutti gli oggetti di vanità: “specchietti, ritrattini e silhouette”.

La massa esegue esaltando chi è al potere, ma contemporaneamente inizia a perdere il controllo della propria identità e comincia un decadimento psicologico e fisico che inesorabilmente la svuota di ogni dignità e la lobotomizza facendola morire lentamente con le parole del poeta russo Velimir Chlebnikov: “Quando stanno morendo / i cavalli respirano/ quando stanno morendo/ le erbe intristiscono/ quando stanno morendo/ i soli si spengono/ quando stanno morendo / gli uomini cantano “


6 luglio – “MACBETT”

Con il gruppo di attori 14-20 anni. Da non confondere col “Macbeth” di Shakespeare.

Eugène Ionesco ha riscritto l’opera alla maniera del Teatro dell’Assurdo e ne viene fuori uno spettacolo ai limiti dell’impossibile con scene dissacranti, uccisioni ridicolizzate, perché in “Macbeth” muoiono quasi tutti, ma appunto per questo viene messa al bando e massacrata ogni forma di esaltazione di potere, di regine ambiziose e buffi imperatori, soldatine e soldatini manipolati dai potenti di turno, a discapito dei più deboli, del popolo e dell’umanità.

Perché dichiarano i registi prima dello spettacolo: “Arriva il potente di turno che vuole + territori + soldini + soldatini, + donnine e che dichiara guerra ai popoli vicini e lontani e che poi, magari, pretende pure un Nobel per la Pace (ma questa è un’altra storia, + attuale) sempre a discapito del popolo, dei bambini, delle donne, degli anziani e dei soldatini)... Poi arriva uno più potente del potente di turno che vuole + territori + soldini + soldatini, + donnine e che dichiara guerra ai popoli vicini e lontani e che poi, magari, pretende pure un Nobel per la Pace (ma questa è un’altra storia, + attuale) sempre a discapito del popolo, dei bambini, delle donne, degli anziani e dei soldatini)... Poi arriva il Superpotente, più potente del potente del potente del potente... E non se ne esce...”


“PROGETTO TEATRO KNÀ” è il nome del laboratorio che da quindici anni gli educatori teatrali Giuliana Cianci e Francescomaria Di Bonaventura dell’Associazione culturale Knà, che operano anche nelle scuole di ogni ordine e grado, propongono a chi desideri provare a “giocare al teatro”. Danno l’opportunità agli allievi di esibirsi davanti al pubblico, non solo in occasione della rappresentazione di fine corso, ma anche durante il percorso laboratoriale con varie performance teatrali o spettacoli dedicati a ricorrenze culturali o storiche".

 

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