PESCARA - "Dall’opposizione una proposta concreta per tutelare commercianti e attività penalizzate dai ritardi neilavori pubblici.Per anni, a Pescara, i cantieri troppo lunghi hannoavuto un costo che nessuno ha davvero pagato fino in fondo: lo hanno pagato i commercianti, gli artigiani, i professionisti, le piccole attività di quartiere. Menoaccessibilità, meno visibilità, meno clientela, menoincassi. E troppo spesso, anche, meno tutele.Da questa consapevolezza nasce la proposta didelibera presentata dall’opposizione per adottare un regolamento comunale che riconosca agevolazioni tributarie alle attività economiche danneggiate daicantieri pubblici quando i lavori si protraggono oltre i tempi previsti.
Non è una bandierina, ma una risposta concreta a unproblema concreto.
Con questa iniziativa si afferma un principiosemplice: i ritardi nei lavori pubblici non possonocontinuare a scaricarsi solo su chi alza ogni mattina laserranda. Se un cantiere dura troppo e crea un danno reale, il Comune deve intervenire con strumenti certi,trasparenti e verificabili.
Ma c’è di più.
Questa proposta contiene anche una piccolarivoluzione culturale.
Le associazioni di categoria vengono informatepreventivamente dell’avvio dei cantieri rilevanti edelle relative zone di impatto.
E le somme recuperate dal Comune a titolo di penaliper i ritardi dell’appaltatore vengono destinate acoprire le agevolazioni.
Questo significa una cosa molto chiara: da oggi ilritardo non è più un fatto neutro. Chi programma, chidirige, chi esegue i lavori sa che ci saranno controlli, responsabilità e conseguenze concrete.
E sa anche che quelle penali non finiscono in unindistinto capitolo contabile, ma servono a dare unristoro a chi quel ritardo lo subisce davvero.
Un sistema virtuoso che si autoalimenta: meno ritardi,meno danni, più città.
C'è un ultimo aspetto di questa proposta che vale lapena sottolineare con chiarezza, perché ne rivela laportata più ambiziosa.
Il regolamento non è solo uno strumento di ristoro. È un meccanismo che si autoalimenta nella direzionegiusta.
Da un lato, garantisce che chi subisce il danno del ritardo riceva un beneficio concreto e automaticamente attivabile, senza dover dimostrare l'impossibile o affidarsi alla discrezionalità politicadel momento.
Dall'altro, costruisce intorno al cantiere un sistema di responsabilità condivisa e consapevole: le associazioni di categoria vengono informate prima, il RUP e il Direttore dei lavori sono tenuti ad accertaree documentare tempestivamente ogni ritardo,l'impresa appaltatrice sa che ogni giorno di ritardogenera una penale che non finisce in un capitolocontabile anonimo, ma va direttamente a coprire ildanno che quel ritardo ha prodotto.
Questo significa che tutti gli attori del sistema — categorie, appaltatori, tecnici, esercenti — operano sapendo di essere monitorati e che ogni inadempienza avrà conseguenze misurabili etracciabili.
Il risultato atteso è duplice e inscindibile:
Chi subisce viene compensato, nei limiti delle risorse disponibili, con criteri oggettivi e procedimenti certi.
Chi esegue è incentivato a rispettare i tempi, perchésa che le penali per il ritardo saranno recuperate edestinate proprio a ristorare i danni che il suoinadempimento ha causato.
È la logica elementare del diritto che incontra la logica della buona amministrazione: il danno ha un costo, quel costo ricade su chi lo ha causato, e chi lo ha subito non resta solo".
Carlo Costantini
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