Si tratta di un nuovo contributo creativo al crescente interesse per la figura dell’aquilana Paolina Giorgi, una delle artiste più brillanti del rutilante mondo che tra fine Ottocento e inizio Novecento fu il Cafè-chantant. Nel 1911, Paolina Giorgi fu famosa anche per il tragico assassinio impostole da un innamorato respinto, diventando protagonista del femminicidio più clamoroso della Belle Époque.
Il docufilm — girato interamente in Abruzzo, nei luoghi legati alla sua vita — restituisce il ritratto di una donna di coraggio e resilienza, non a caso definita "ragazza senza gioventù", intrecciando ricostruzioni teatrali, testimonianze e documenti d'archivio. Il progetto punta a recuperare memorie femminili spesso trascurate, con un linguaggio innovativo e accessibile.
Tra i contributi di rilievo, l'intervista alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio (Premio Strega e Campiello), che riflette sul ruolo della letteratura nel dar voce alle donne vittime di violenza. L'opera è basata sugli studi di Errico Centofanti, che dal 2008 ha riportato alla luce la figura di Paolina, ed è supportata dalla Giunta Regionale d'Abruzzo (L.R. 98/99).
Il docufilm si avvale della partecipazione anche di altri studiosi che apportano una brillante sfaccettatura al racconto dell’avvincente avventura umana di Paolina: gli studiosi Fabrizio Marinelli (Deputazione Abruzzese di Storia Patria), Silvia Nanni, Martina Sconci, Stefano De Matteis e Maria Teresa Giusti (Università Roma Tre e Chieti-Pescara). Sul fronte artistico e tecnico: Gemma Maria la Cecilia (attrice), Veronica Visentin (voce fuori campo), Diodato Salvatore e Francesco Colantoni (riprese e montaggio), Giuseppe Tandoi (montaggio), Diego Sebastiani (audio), Manuela D'Innocenzo e Pierluigi Rossi (produzione esecutiva)".
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