PESCARA - "Dal 13 giugno al 1 agosto paesaggi sospesi e visioni tra reale e immaginario.Uno spazio sospeso, abitato da immagini che sembrano provenire da un mondo altro. Paesaggi indefiniti, cieli aperti, nuvole e prati che smettono di essere semplici sfondi per assumere un ruolo attivo, quasi narrativo. È questo il cuore di Le altre dimensioni, mostra personale di Filippo La Vaccara. A ospitarla, dal 13 giugno al primo agosto, sarà la galleria Ceravento di Pescara. L’evento inaugurale si terrà sabato 13 giugno dalle ore 17 alle 21, alla presenza dell’artista. La mostra sarà poi visitabile dal martedì al sabato dalle 15:00 alle 19:00.La mostra, accompagnata dal testo critico di Mario Bronzino, è composta da dipinti a olio su carta e due sculture. Le opere conducono lo sguardo in luoghi in cui non è mai del tutto chiaro dove ci si trovi: ambienti reali e immaginari convivono in una dimensione sospesa, familiare e insieme straniante.
In questi lavori la natura si muove come un personaggio. Le nuvole, i prati, le aperture del cielo diventano presenze vive, elementi che orientano la percezione e costruiscono una narrazione silenziosa. I paesaggi non fanno da semplice contorno, ma partecipano attivamente alla scena, suggerendo atmosfere, tensioni e possibilità di attraversamento.
Accanto alle opere su carta, la mostra presenta anche due sculture che ampliano ulteriormente questo immaginario, evocando movimento, soste e passaggi dentro una realtà in continua trasformazione.
Nel suo testo critico, Mario Bronzino parla di “un’istintività tipicamente pittorica, relativa ad urgenze umane irrinunciabili che fanno base nelle dimensioni più intime, mnemoniche e sentimentali, e che sono risultato di una catastrofe di necessità e tensioni riorganizzate esteticamente in un paesaggio virtuale di immagini. Uno spazio contemporaneamente naturale, urbano e domestico, luogo espanso e connesso al territorio siciliano, da cui La Vaccara ha origine - va avanti - da un legame sentimentale qui tradotto da colori densi e luci abbaglianti, giocosità e malinconie. Il colore è testimone di dettagli sfuggenti ed effimeri, percepiti e registrati con attenzione e pennellate gestuali, a loro volta parti integranti di paesaggi minimi e di visioni prive di certezze delineate, disponendosi materialmente sul supporto nell’instancabile ricerca di soluzioni cromatiche e simboliche per un paesaggio temporaneo ed enigmatico. In ciò che è poco - conclude l’autore del testo critico - La Vaccara ripone le proprie autentiche possibilità di sbagliare e di non trovare una postura predefinita, ma preservando tutto il desiderio di farsi affascinare sempre da nuove dimensioni di assurdità”.
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