CHIETI - "Di nomi e cognomi, la Fondovalle Sangro ne ha molti. E non potrebbe essere diversamente: in Italia, opere pubbliche di questa portata richiedono anni, spesso decenni, di programmazione, progettazione, finanziamento e procedure amministrative. L’adeguamento della SS652, nel tratto Gamberale-Civitaluparella, parte, infatti, da lontano, addirittura dagli anni ’70.Per questa ragione leggo con grande sorpresa i meriti che il deputato Luciano D’Alfonso tende ad attribuirsi, dimenticando un fatto per nulla secondario: il primo tratto della Fondovalle Sangro, la variante all’abitato di Quadri sulla SS 652, fu inaugurato il 15 aprile 2014 dal sottoscritto, allora presidente della Regione Abruzzo.
Fu una giornata importante per l’intero territorio e per l’Abruzzo. Erano presenti, tra gli altri, il presidente di Anas Pietro Ciucci e il capo dipartimento Anas Nello Russo. Quella variante, lunga 2,2 chilometri e costata 40,7 milioni di euro, comprendeva opere rilevanti, rese necessarie dalla complessa orografia dell’area attraversata: la galleria naturale San Marco 1, lunga 1.553 metri, la galleria artificiale San Marco 2, lunga 86 metri, e il viadotto Sangro, lungo 346 metri, realizzato con struttura mista in acciaio e calcestruzzo.
Non si trattava di un intervento isolato, ma del primo segmento concreto di un più ampio programma infrastrutturale per la Val di Sangro, coerente con il rilancio produttivo dell’area e anche con la volontà, allora manifestata da Fiat, di investire 700 milioni di euro sulla Sevel.
La variante di Quadri, inaugurata nel 2014 dal governo regionale da me presieduto, rappresentava infatti la prima parte di un disegno infrastrutturale più ampio: la Fondovalle Sangro. La seconda parte prevedeva la realizzazione del successivo intervento Anas, allora stimato in circa 100 milioni di euro.
Anche su questo punto occorre ristabilire la verità dei fatti. Una quota rilevante delle risorse- sessanta milioni - era già disponibile grazie al lavoro svolto dal governo regionale che ho avuto l’onore di presiedere; la restante parte – quaranta milioni - avrebbe dovuto essere assicurata dal governo nazionale, allora guidato da Matteo Renzi, come poi effettivamente avvenne.
Comprendo l’ansia del deputato D’Alfonso di attribuirsi tutto ciò che accade nel mondo, dallo sbarco in Normandia all’intelligenza artificiale. Ma i fatti raccontano una storia diversa: le risorse per la Fondovalle Sangro non nascono con lui, né possono essere oggi intestate a una sola stagione politica o a una sola persona.
Alla sua amministrazione fu consegnata una prima parte dell’opera già realizzata, quella della variante di Quadri, e un quadro infrastrutturale già impostato.
D’Alfonso si trovò a gestire un percorso avviato, con risorse già predisposte e con una programmazione che precedeva il suo arrivo alla guida della Regione.
A lui va riconosciuto di aver gestito una fase successiva dell’iter. Ma una cosa è proseguire un percorso già tracciato, altra cosa è rivendicarne l’intera paternità politica.
Va inoltre ricordato che, quando il governo Marsilio si è insediato, il cantiere ha dovuto essere rimesso in moto dopo una fase di rallentamento dovuta a problemi burocratici. Anche questo è un elemento che mal si concilia con la narrazione autocelebrativa che oggi viene proposta.
Le azioni di cui oggi D’Alfonso si vanta sarebbero state attuate dal mio governo regionale se gli abruzzesi ci avessero confermato alla guida della Regione. Nessuna beatificazione, dunque, e nessuna appropriazione indebita di meriti politici: solo il rispetto della verità dei fatti.
La Fondovalle Sangro è il risultato di un lavoro lungo, complesso e plurale, al quale il governo regionale da me presieduto ha dato un contributo decisivo e documentabile. D’Alfonso farebbe bene a ricordarlo prima di attribuirsi risultati che appartengono alla continuità amministrativa e istituzionale dell’Abruzzo, non alla propaganda personale".
Gianni Chiodi
ULTIME NOTIZIE DALLA REGIONE
Sport News
IN PRIMO PIANO
SANTA JONA FESTIVAL BLUES JAZZ – FOREVER SILVIO DI GIULIO: I 10 GRUPPI FINALISTI. FINALE DOMENICA 28 GIUGNO 2026, ORE 20, SANTA JONA DI OVINDOLI (L’AQUILA). OSPITE IL GIORNALISTA MUSICALE EZIO GUAITAMACCHI CON IL SUO SPETTACOLO DEDICATO ALLA STORIA DEL ROCK
SANTA JONA DI OVINDOLI - "Conto alla rovescia per la seconda edizione del “Santa Jona Festival Blues Jazz – Forever Silvio Di Giulio”,...
TOP NEWS
TOP NEWS REGIONE ABRUZZO
FACEBOOK LIVE - LE DIRETTE STREAMING DI CENTROABRUZZONEWS
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento