AVEZZANO - "Mentre la politica si nasconde dietro i tecnicismi, Lobene lancia l’allarme: “Il fotovoltaico sui terreni di pregio è la pietra tombale sul lavoro dei nostri padri”. In vista del voto decisivo in Consiglio regionale di martedì 21 aprile, Confagricoltura Abruzzo, a differenza della Regione Abruzzo, non resta sorda dinanzi al grido di dolore degli agricoltori del Fucino che dovrebbero subire inermi le scelte scellerate di una politica miope che segneranno ineluttabilmente il destino dell’intera Piana del Fucino, fino ad oggi considerata “l’Orto d’Europa”. Al nostro comunicato stampa del 17 aprile, il Consigliere regionale Nicola Campitelli, Presidente della III Commissione, ha replicato asserendo:
“Non esiste nessuna nuova norma che metta in pericolo il Fucino o altre zone agricole, né vi è alcuna previsione di trasformare aree agricole in siti per la produzione di energia al di fuori di quanto già stabilito dalle norme statali sulle quali la Regione non ha la facoltà di intervenire. La normativa nazionale vincolante per le regioni consente l’utilizzo di alcune aree agricole per impianti fotovoltaici solo entro limiti tassativi”.
In pratica, alla stessa stregua di Ponzio Pilato, Campitelli rinvia a una normativa nazionale la responsabilità precipua della Regione Abruzzo che, infatti, darà l’avvio alla svendita del Fucino.
Con un imperativismo dittatoriale, i nostri rappresentanti politici non solo non hanno voluto consentire un tavolo tecnico-istituzionale prodromico a qualsiasi soluzione, ma nemmeno hanno minimamente preso in considerazione la valutazione della richiesta da parte di esperti nel settore ad emendare un testo che appare scritto esclusivamente per favorire la rendita energetica.
“Contrariamente a quanto afferma il Consigliere Campitelli, il Fucino era ben salvaguardato dalla legge regionale sin dal lontano 2010 e nel 2025 un altro tentativo di aggressione fu sventato all’ultimo momento grazie a un emendamento presentato dal Consigliere Massimo Verrecchia e dall’Assessore Mario Quaglieri, tanto che in un comunicato stampa scrivemmo ‘48 ore di riflessione hanno permesso di proteggere le terre agricole dal fotovoltaico’. Sono proprio le due deroghe, che neppure il decreto legislativo 190 del 2024 ha previsto, inserite da Campitelli nella sua legge che permetteranno lo scempio”, afferma il Presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene.
Parlare delle terre del Fucino senza che si abbia una specifica conoscenza dell’agricoltura equivarrebbe alla consapevole promozione della più dilagante incompetenza.
“Prima di addivenire alla formulazione di un testo oggetto di voto, la governance regionale dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti e la conseguente lungimiranza di favorire il confronto costruttivo con gli addetti ai lavori, invece di ostacolarlo”, afferma Fabrizio Lobene.
“La tutela della terra, delle persone che quotidianamente la lavorano e la sicurezza alimentare della collettività è la missione principale di chi amministra un territorio unico nel suo genere. Le competenze per far ciò, qualora non si avessero, potrebbero anche essere acquisite da confronti con esperti e associazioni di categoria; ma alla mancanza di consapevolezza di ‘non sapere’ e l’arroganza di voler deliberare non si può porre rimedio alcuno se l’amministrazione è perpetrata con un autoritarismo senza limiti, cui si dà seguito facendosi scudo con vuoti tecnicismi. La vera missione è una soltanto: la difesa del patrimonio agricolo regionale”, precisa Fabrizio Lobene.
“Parlare di ‘buona fede’ di fronte a questo atteggiamento sarebbe un esercizio di falsità conclamata. Vi sarebbe stata onestà di intenti, infatti, soltanto nella circostanza in cui fosse stato accolto un confronto tecnico-istituzionale propedeutico alla stesura di un testo, quand’anche in quest’ultimo vi si fosse ravvisato un mero errore di valutazione postuma. La realtà è, invece, l’esistenza di una distanza siderale tra chi la terra la calpesta ogni giorno e chi la guarda con superficiale distrazione dalle planimetrie adagiate sulle proprie scrivanie”, prosegue il Presidente di Confagricoltura Abruzzo, Fabrizio Lobene.
“La replica del Presidente Campitelli non risponde a nessuna delle obiezioni sollevate, rinviando ad assurde deroghe che non sono tutele per il territorio bensì un esclusivo piglio giuridicamente creato per consentire la copertura del Fucino e di altre aree di pregio della regione con pannelli fotovoltaici, in una logica volta all’esclusivo e indiscriminato profitto di pochi in danno di molti”, incalza Fabrizio Lobene.
“Peraltro, appare molto poco istituzionale da parte del Consigliere Campitelli sostenere che la Regione sia impotente di fronte a Roma, dal momento che lo stesso dovrebbe invece ben conoscere il diritto pubblico e l’articolo 117 della Costituzione, in base al quale la Regione ha la potestà legislativa concorrente e ha il dovere di esercitarla per proteggere l’integrità del proprio territorio”.
“Il punto di rottura resta il silenzio sui limiti reali della SAU (Superficie Agricola Utilizzata), questi sì fissati dal decreto legislativo 190 tra lo 0,8% e il 3% e non previsti dalla legge regionale in approvazione. Questo silenzio normativo non è una svista, ma una scelta politica precisa per lasciare terreni di pregio alla speculazione, violando persino la coerenza con la recente legge regionale 58 del 2023 sulla limitazione del consumo di suolo”.
Il Presidente Fabrizio Lobene rivolge un veemente e disperato invito ai consiglieri tutti della Regione Abruzzo, con particolare riferimento a coloro che prenderanno parte all’assise di voto del prossimo 21 aprile, per espresso conferimento di mandato da parte proprio di quel territorio di cui vorrebbe segnarsi un infausto destino, di agire nel rispetto della democrazia, addivenendo alla seduta di voto soltanto previa istituzione di apposito tavolo tecnico-istituzionale volto al conseguimento di tutele reali ed all’elusione della desertificazione produttiva della nostra regione.
“Non saremo silenti, coinvolgeremo tutti i sindaci del territorio per verificare chi di loro si sfila da una battaglia contro quelli che vogliono distruggere l’agricoltura. Questa volta solo 24 ore di riflessione per proteggere le terre agricole dal fotovoltaico”, conclude Fabrizio Lobene.
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