MONTORIO - "L'ultimo appuntamento del Roadshow "Restare, Partire, Tornare" si è tenuto oggi a Montorio al Vomano, davanti a oltre 150 ragazzi, e ha chiuso un ciclo di incontri svoltosi in dodici mesi che ha attraversato quattro regioni: oltre 1.000 giovani coinvolti nelle sette tappe comunali del Roadshow, più le 3.000 presenze del Festival di giugno. Si tratta dell'effetto di una scelta politica precisa: investire sui giovani dei territori e non solo sulla ricostruzione materiale degli edifici.Roma/Montorio al Vomano, 20 aprile 2026 – Nel Chiostro degli Zoccolanti di Montorio al Vomano si è chiusa oggi la serie di incontri del progetto "Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016". Un anno di eventi, manifestazioni, storie e numeri che raccontano un tentativo riuscito di invertire la narrazione su un pezzo d'Italia che il terremoto del 2016 aveva consegnato all'immaginario collettivo come territorio della perdita. L'appuntamento conclusivo ha visto la partecipazione di oltre 150 ragazzi, a testimonianza di una risposta concreta e diretta da parte delle nuove generazioni del territorio.
L'appuntamento di Montorio al Vomano, organizzato nell'ambito delle attività della Struttura Commissariale per la Ricostruzione e promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, ha portato sul palco del Chiostro degli Zoccolanti personalità del territorio e figure di rilievo nazionale in un programma che ha mescolato saluti istituzionali, talk ispirazionali e un laboratorio di co-progettazione. Presenti il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli, il Sindaco di Montorio al Vomano Fabio Altitonante, il Rettore dell'Università di Teramo Christian Corsi e il Commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Patrizio Schiazza. I talk ispirazionali hanno visto protagonisti Rachele Di Fabrizio, operatrice ambientale della Riserva Naturale Lago di Penne, Daniela Tinti, naturalista e botanica, Enrico De Dominicis e Luciano Mucci del Gruppo MAIRE, Giuseppe Sabatino, produttore locale, Giorgio Pomponi, team manager Panthers Roseto Basket, e Marco di Marcello, Montorio 88 Calcio".
"La prima fase è chiusa. La prossima è già cominciata"
«Quando abbiamo immaginato questo progetto, sapevamo che la ricostruzione non poteva fermarsi alle case e alle strade» ha dichiarato Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016. «Doveva toccare qualcosa di più difficile da misurare: la voglia di restare, di tornare, di scommettere su questi luoghi. A distanza di un anno posso dire che quella scommessa l'abbiamo vinta insieme. Come ci dicono i dati, negli ultimi anni, i posti di lavoro nell'area del cratere sono cresciuti, anche se si cercano sempre più competenze: per questo stiamo investendo in formazione verso i nostri giovani. Ma i numeri non raccontano tutto. Dentro ci sono i volti di migliaia di ragazze e ragazzi che per la prima volta hanno visto il loro territorio come una risorsa, non come un luogo da cui scappare ma come un posto in cui costruire qualcosa di vero. Gli oltre 150 ragazzi presenti oggi a Montorio al Vomano sono la risposta più eloquente che potessimo ricevere. Questo progetto non finisce qui: finisce soltanto la prima fase, la prossima è già cominciata.»
«Siamo orgogliosi che Montorio al Vomano abbia ospitato la tappa conclusiva di questo grande festival itinerante» ha dichiarato il Sindaco Fabio Altitonante. «Ringrazio il Commissario Castelli per aver scelto il nostro territorio come palcoscenico finale di un percorso straordinario. Montorio è una città con un bacino di utenza di 30.000 abitanti, una realtà che ha saputo costruire progettualità, servizi e qualità della vita capaci di fare la differenza. Oggi questo appuntamento è stato uno stimolo potente non solo per i ragazzi, ma anche per i meno giovani: una conferma che qui vale la pena restare e investire. Non è un dato secondario che il nostro comune non registri una perdita di residenti da tre anni consecutivi. È il segnale che qualcosa, concretamente, sta cambiando.»
Uno degli assi portanti del progetto è stato rendere visibili ai giovani del cratere le opportunità che già esistono. Il Servizio Civile Universale è tra queste: un'esperienza che permette a ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni di avvicinarsi alla cosa pubblica, sviluppare competenze concrete e costruire reti di relazioni in un contesto che, nell'area del cratere, assume un valore moltiplicato. La Struttura Commissariale ha svolto in questo senso una funzione di raccordo e orientamento, contribuendo a far sì che il bando diventasse un'opportunità percepita e accessibile, un primo approccio alla cittadinanza attiva che può aprire la strada verso percorsi professionali, imprenditoriali o istituzionali.
Tra chi ha partecipato alle tappe del Roadshow c'è chi ha aperto un'attività artigianale nel borgo di origine, chi ha costruito un progetto di comunicazione territoriale diventato punto di riferimento per la propria comunità, chi ha trasformato la passione per il cibo, la natura o lo sport in un mestiere che genera reddito senza richiedere di lasciare l'Appennino. Sono storie che non fanno notizia proprio perché accadono in silenzio, in luoghi che i giornali citano soltanto quando c'è un'emergenza. Questo progetto ha scelto di raccontarle quando non c'era nessuna emergenza, ed è questa, forse, la scelta più significativa.
Un modello che guarda al futuro
Il progetto si è sviluppato in piena coerenza con gli strumenti che il legislatore e il Governo hanno già messo a disposizione dei territori: i fondi del NextAppennino, i bandi per l'autoimprenditorialità giovanile, il Servizio Civile Universale. Quello che "Ripartiamo Insieme" ha aggiunto è la capacità di rendere questi strumenti visibili, accessibili e desiderabili per chi vive in quei territori. La Struttura Commissariale ha svolto in questo senso una funzione di raccordo istituzionale, contribuendo a costruire un ecosistema in cui politiche pubbliche, iniziative culturali e protagonismo giovanile si sono alimentati a vicenda.
Il risultato è un modello di intervento replicabile, che questa esperienza consegna come patrimonio alle istituzioni competenti, attivando una collaborazione istituzionale efficace ed efficiente: Ministero per lo Sport e i Giovani, Dipartimento per le Politiche Giovanili, Ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità, oltre alle Regioni e agli Enti locali che hanno accompagnato ogni tappa del percorso. Un modello che dimostra come la presenza dello Stato nei territori non si misuri soltanto in ordinanze e risorse finanziarie, ma anche nella capacità di ascoltare, di raccontare e di stare vicino a chi in quei luoghi ha scelto di costruire il proprio futuro.
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