Il futuro della Valle Peligna è a rischio e non possiamo perdere altro tempo. Nessuno può permetterselo. E ciò anche in considerazione del fatto che lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne non rappresentano un problema di pochi, ma riguardano tutte e tutti. Infatti, la Valle Peligna ha perso dal 2005 al 2025 il 13,56% della popolazione, cioè 6.810 residenti. Quindi, la soluzione richiede uno sforzo collettivo, con il superamento degli individualismi e dei particolarismi. C'è bisogno di risposte concrete ed attuali, di un piano straordinario di investimenti, pubblici e privati, attraverso un modello partecipativo ed inclusivo. I piccoli comuni e le aree rurali, pur soffrendo l'attuale stato di crisi, sono cruciali per il benessere del Paese e necessitano di politiche occupazionali adeguate che preservino il territorio e supportino le comunità che lo abitano, perché nessuno si salva da solo!
E necessario ricordare che le crisi aperte genereranno a breve nuovi licenziamenti, riduzioni di salario, nuova povertà, costringendo parte della popolazione della Valle Peligna a migrare verso altri territori, alla ricerca di lavoro e di maggiori garanzie. Bisogna adesso investire nei servizi alle persone, partendo dalla salute delle stesse, dall’istruzione e dalla formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, e cioè nell’insieme di opere e servizi (strade, ferrovie, autostrade, reti digitali, idrauliche ) essenziali per connettere aree geograiche, facilitare la mobilità di persone e merci, garantire servizi primari attraverso un sistema pubblico di gestione e una iscalità di vantaggio che possa rendere attrattivo il territorio, per lo sviluppo economico e sociale e per ridurre il divario delle aree interne. In considerazione di siffatte circostanze, con la presente chiediamo, quindi, con urgenza la convocazione del Consiglio Straordinario del Comune di Sulmona su crisi aziendali, occupazione e spopolamento, avente ad oggetto anche il manifesto unitario con il quale è stata richiesta l’immediata attivazione di un percorso istituzionale certo, comprovabile e partecipato, articolato su due livelli: regionale, con l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, per la ricerca di strumenti idonei al rilancio e consolidamento delle attività produttive, anche attraverso il monitoraggio delle aziende in crisi e la gestione degli eventuali ammortizzatori sociali; ministeriale, con la richiesta dell’apertura, dinanzi al MIMIT, di un Tavolo Nazionale per la crisi della Valle Peligna, inalizzato al riconoscimento dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Per l’effetto, chiediamo di essere auditi in quella sede unitamente all’Assessore al Lavoro della Regione Abruzzo, ai Sindaci del territorio Peligno, ai Consiglieri e alle Consigliere Regionali, ai Parlamentati e al Presidente della Provincia, al ine di rispondere alle concrete esigenze dei cittadini e delle cittadine, lavoratori e lavoratrici, e di individuare soluzioni urgenti ed adeguate a salvaguardia della collettività e del territorio della Valle Peligna".
I Segretari Cgil, Cisl, Uil, Ugl
Francesco Marrelli, Giampaolo Biondi, Maurizio Sacchetta, Roberto Bussolotti
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