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mercoledì 11 febbraio 2026

TERME DI CARAMANICO, DI MARCO: "CHIESTA L'AUDIZIONE IN COMMISSIONE DI SINDACI E SOCIETÀ. DOPO ACA E L'INTERESSE DELLE TERME DI POPOLI SERVE ORA UN TAVOLO ISTITUZIONALE: LA REGIONE ASSUMA LA REGIA DI UNA VISIONE UNITARIA"

POPOLI - "È un segnale positivo l'interesse manifestato fuori asta dalle Terme di Popoli sul futuro delle Terme di Caramanico. Dopo l'attenzione manifestata da ACA, questo ulteriore movimento conferma una cosa semplice ma decisiva che affermo da mesi, con dichiarazioni pubbliche e atti formali in Consiglio regionale: Caramanico non è un bene morto da archiviare tra aste deserte, ma un patrimonio che continua a generare interesse e che merita una regia pubblica capace di mettere ordine e costruire una prospettiva concreta. Per tali ragioni ho chiesto che i rappresentanti degli imprenditori e i sindaci dei due centri vengano sentiti in Commissione Ambiente e Territorio, insieme alla seconda fase di trattazione della mia risoluzione sulle terme che chiedeva proprio un nuovo futuro e un ruolo operativo della Regione Abruzzo", dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio, dove vorrebbe sentire auditi i vertici delle due società insieme ai Sindaci di Caramanico Terme e Popoli Terme, per proseguire il percorso di confronto già avviato con la risoluzione "Atto di indirizzo per il piano industriale di acquisto e gestione del complesso termale di Caramanico Terme da parte della Regione Abruzzo".

"Ritengo di particolare interesse – sottolinea Di Marco – che la Commissione esamini gli sviluppi possibili legati all'intervento di ACA e di Terme Inn Popoli, che potrebbero avere ricadute significative sull'economia e sulla ripresa del territorio. Dopo anni di chiusura, con un impianto fermo dal 2021, e a fronte dell'ennesima asta andata deserta e della scadenza imminente del bando per le acque, non possiamo permetterci ulteriori rinvii. Serve tempestività e serve una sede istituzionale chiara di confronto. Proprio perché le aste sono andate ripetutamente deserte – prosegue – ed emergono oggi più soggetti interessati, è evidente che la metodologia seguita finora non è stata sufficiente. Ma non si può nemmeno procedere per iniziative isolate o annunci estemporanei. È necessario un tavolo istituzionale convocato dalla Regione Abruzzo che metta insieme sindaci, enti pubblici, operatori privati e realtà termali del territorio. Solo così si può costruire una visione unitaria. Le Terme di Caramanico non sono solo un immobile, ma un patrimonio storico, ambientale ed economico per l'area interna e per l'intero comprensorio. Parliamo di un volano di sviluppo e occupazione che per oltre un secolo ha prodotto lavoro, attrattività turistica e valore sanitario. Oggi occorre un percorso condiviso, trasparente e strutturato che superi l'inerzia e restituisca prospettiva a un territorio che non può più attendere. La Regione – conclude – deve assumere fino in fondo un ruolo di coordinamento e responsabilità. Come ho già fatto con la mia risoluzione e nel lavoro in Commissione, continuerò a sollecitare ogni passaggio utile perché Caramanico torni a essere un'opportunità per l'Abruzzo e non l'ennesima occasione mancata per le aree interne".

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