PESCARA - "La situazione nell’area perimetrale dell’Ospedale Civile di Pescara ha superato ogni limite di tollerabilità. Non si tratta più solo di degrado urbano, ma di una vera e propria emergenza sicurezza che colpisce i cittadini più fragili e, in modo sistematico, le lavoratrici e le utenti della struttura.A lanciare un grido d’allarme carico di preoccupazione è Mauro Renzetti, Presidente del Comitato Pescara Fortis, che interviene con la doppia veste di rappresentante civico e sindacale: "Siamo nel 2026 ed è semplicemente inaccettabile, oltre che umiliante, che una donna debba provare un senso di angoscia e guardarsi continuamente alle spalle solo per andare a recuperare la propria auto dopo un turno di lavoro o una visita medica - dichiara con forza Renzetti. - Non possiamo
rassegnarci all’idea che la libertà di movimento e l’incolumità personale siano messe a rischio dall’assedio costante di molestatori e parcheggiatori abusivi che presidiano l'area come fosse territorio loro".
Medici, infermieri e familiari di pazienti si ritrovano immersi in un clima di intimidazione e prepotenza: "il turno di notte o il rientro serale sono diventati
momenti di pura ansia. Molte operatrici sanitarie ci segnalano di essere costrette a uscire in gruppo o di dover chiedere 'scorte' improvvisate ai colleghi per raggiungere i parcheggi. È una sconfitta della civiltà: nel 2026 la sicurezza non può essere una speranza legata alla fortuna, deve essere una certezza garantita, specialmente in un luogo deputato alla cura e all'assistenza".
Il presidente di Pescara Fortis punta il dito contro il fenomeno della questua molesta ormai degenerata in forme di estorsione: "Se l’automobilista non paga la 'tassa' illegale,scattano insulti, minacce e atteggiamenti aggressivi che feriscono la dignità e minano la serenità. Questa percezione del rischio è altissima e inaccettabile. Chi si reca in ospedale è spesso già in una condizione di fragilità emotiva; non può e non deve subire anche questo assedio".
Per superare l'attuale stallo, Renzetti propone una strategia di controllo radicalmente diversa: "Non possiamo più permetterci di ragionare a compartimenti stagni. Esiste una 'zona grigia', un limbo pericoloso tra il parcheggio esterno e l’ingresso dei reparti, dove l'illegalità prolifera indisturbata. È indispensabile un coordinamento reale, fisico e immediato tra le Forze dell’Ordine che pattugliano l'esterno e il personale addetto alla sicurezza interna. Serve un cordone di sicurezza
unico: chi vigila fuori deve dialogare in tempo reale con chi presidia l'interno".
"Come Pescara Fortis e come rappresentante dei lavoratori - conclude Renzetti - chiedo alle istituzioni, alla Prefettura e alla dirigenza sanitaria di sedersi immediatamente allo stesso tavolo. Bisogna mappare i 'punti bui' e garantire una presenza deterrente fissa, non sporadica. La sicurezza non inizia sulla soglia del reparto: deve proteggere chiunque si muova nel perimetro ospedaliero. Il tempo delle parole è scaduto: la paura delle donne e dei lavoratori è reale e richiede risposte oggi, non domani".
Mauro Renzetti
Comitato Pescara Fortis
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