È stato un dipinto attribuito a Raffaello Sanzio e alla sua scuola, conservato al Museo del Louvre di Parigi, a ispirare lo stilista nell'ideazione del costume che verrà mostrato al pubblico domenica 26 luglio, nel corso della giornata conclusiva della rievocazione storica. «Velluto rosso bordeaux, con interno in taffettà dalle calde sfumature aranciate, voluminose maniche ricche e scenografiche, trattenute da bottoni filigranati in oro», così Pischedda svela alcuni dettagli dell'abito della sovrana. «Di particolare pregio è la scollatura, ricamata interamente a mano su organza di seta, con fili nei toni dell'oro e del rosso e arricchita da perle, in un sapiente equilibrio tra raffinatezza artistica e maestria artigianale». La Regina del trentennale si presenterà con un'immagine solenne, autorevole e di grande impatto scenico, che si rifà a uno dei più celebri ritratti femminili del Rinascimento, il Ritratto di Giovanna d'Aragona (olio su tela, 1518 circa). «Il caso vuole», precisa Pischedda, «che la donna ritratta sia omonima della nostra Regina Giovanna d'Aragona, principessa di Sulmona, e sia vissuta poco dopo di lei». Foggia, ricami e colori del dipinto sono stati dunque lo spunto da cui Pischedda è partito per disegnare l'abito che sarà indossato dalla bellissima Incorvaia, restituendo lo stile della moda tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. Stessa epoca e analoga origine: elementi che, lungi dal diminuirne il fascino, creano un suggestivo ponte tra straordinarie figure femminili del Rinascimento, espressione di nobiltà, prestigio e raffinata eleganza. «Questo trentennale rappresenta anche un mio personale traguardo», conclude lo stilista della Regina, «perché coincide con i miei trent'anni di lavoro con la Giostra Cavalleresca di Sulmona. Non ho mai saltato un'edizione e questo, per me, è davvero molto importante».
Ad arricchire la figura della Regina ci saranno i gioielli dell'oreficeria Di Rienzo: bottoni, orecchini, bracciale e anelli in argento dorato con lavorazione in filigrana scannese. Quella con gli artigiani scannesi è una collaborazione decennale che quest'anno viene celebrata in modo speciale: i monili della diventeranno patrimonio dell'Associazione di Promozione Sociale Giostra Cavalleresca, così come quelli realizzati per le diciassette dame e damigelle del corteo della rappresentanza. «In occasione del trentennale abbiamo voluto stipulare questo nuovo accordo con la Giostra, d'intesa con il presidente Maurizio Antonini, la commissione artistica e il direttivo», ha spiegato Filippo Di Rienzo. «In questo modo i gioielli, studiati appositamente per ciascun abito, andranno a costituire un tutt'uno con il costume e resteranno di proprietà della Giostra, costituendo un patrimonio anche per gli anni a venire. La parure regale comprende bottoni di varie misure in argento dorato, un bracciale semirigido in maglia ispirato allo stile barocco scannese, orecchini a navicella in stile circeglie con sette pendenti e una lavorazione centrale che richiama quella del bracciale. A completare la parure ci saranno anche due anelli, realizzati con la stessa tecnica, che reinterpretano le forme dei tradizionali bottoni del costume di Scanno, armonizzandosi con le linee e i colori dell'abito». Sarà la madre di Filippo, Lucia Morico, a occuparsi personalmente di far indossare i preziosi alla Regina nella giornata della Giostra. Per questa edizione gli orafi hanno realizzato parure in argento, composte da girocollo e orecchini e, in alcuni casi, anche da anelli. «Sono state realizzate nel nostro laboratorio secondo lo stile dell'epoca», precisa Di Rienzo, «dopo un'attenta analisi delle forme e delle pietre utilizzate nel periodo, nonché attraverso il confronto con gli abiti, le loro linee, i ricami e i colori». Il lavoro intorno al progetto Giostra coinvolge l'intera famiglia di storici orafi, mentre la produzione dei monili è opera di Eugenio Di Rienzo.
«Anche quest'anno», prosegue Filippo, «abbiamo cercato di creare pezzi originali in grado di coniugare lo stile delle nostre creazioni artigianali con quello che poteva essere il gusto dei gioielli dell'epoca. Questo è stato possibile grazie al lavoro di tutta la nostra famiglia e alla collaborazione della Giostra. Voglio ringraziare, in particolare, lo stilista Alessandro Pischedda e Assunta Pallozzi, responsabile della sartoria». La famiglia Di Rienzo realizzerà inoltre il Premio della Critica destinato al Borgo o Sestiere che presenterà il corteo più bello: un gioiello tradizionale abruzzese in argento, incorniciato e corredato da una dedica. «Siamo molto orgogliosi di essere arrivati al decennale di questo rapporto di stima e collaborazione con la Giostra», conclude Di Rienzo, «ma vogliamo che questo non sia un punto di arrivo, bensì di partenza. Ci auguriamo che, come per noi è stato motivo di orgoglio sposare questo progetto, anche Borghi e Sestieri possano fare altrettanto, attivando collaborazioni con altri professionisti anche di altre forme d'arte. Non è sempre facile: sono necessari sacrificio, confronto e stima reciproca, ma proprio attraverso la collaborazione sarà possibile dare ancora maggiore prestigio al corteo e all'intera manifestazione».
«Il trentennale della Giostra Cavalleresca è il risultato di un percorso costruito negli anni grazie alla passione, alla professionalità e alla collaborazione di tante persone», dichiara Maurizio Antonini. «L'abito e i gioielli della Regina rappresentano perfettamente questo spirito. Invito tutta la città, i sulmonesi e i tanti visitatori a condividere con noi questo momento speciale. Sabato 25 e domenica 26 luglio, in Piazza Maggiore, vivremo insieme l'emozione della rievocazione storica e di un'edizione che celebra trent'anni di storia, identità e tradizione e che è riconosciuta tra le più belle del genere a livello nazionale».





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