L'AQUILA - "Il dato del sovraffollamento carcerario è oramai conclamato in Italia tanto quanto in Abruzzo e con esso lo stato disastroso nel quale versa il sistema penitenziario.
Tutti sanno che troppi detenuti ristretti negli stessi spazi significano una sola cosa: impossibilità a mettere su una giusta politica trattamentale, ovvero attuare i voleri di cui all'articolo 27, comma 3 della Costituzione.In Italia, dopo la brevissima parentesi di dicembre 2025, laddove seppur in maniera del tutto effimera si è andati in controtendenza in fatto di aumento del sovraffollamento, a Gennaio si è ripreso a macinare numeri record in termini di condivisione degli spazi occupati dai ristretti nelle carceri italiane.
Oggi, infatti, nelle carceri italiane si contano 63.734 detenuti e internati a fronte di complessivi 51.271 posti regolarmente occupabili. Stiamo parlando di ben 235 ristretti in più in un solo mese, l'equivalente di un carcere come quello di Lanciano in Abruzzo.
Ma a proposito di Abruzzo. Qui il dato porta per il mese di novembre un -7in termini di ristretti presenti.
Attenzione però, tale dato non deve assolutamente ingannare visto che per alcuni istituti vale ciò che non si inquadra per altri.
Infatti, a vedere relativamente migliorata la situazione ritroviamo la casa circondariale di Pescara con un -13 rispetto a Dicembre (qui si è passati da 386 detenuti di fine anno a 373 di gennaio 2026);la Casa circondariale di Teramo con un - 17 rispetto al mese precedente ( da 460 a 443) seguita da quelle di L'Aquila ( da 168 a 164) e Avezzano ( da 82 a 78).
Peggiorano la loro condizione la Casa di Reclusione di Sulmona con un incredibile +26 rispetto al dato del giorno di San Silvestro( da 618 a 644) seguita da Chieti con un +3 ( da 140 a 143) e Vasto sempre con +3 (141 in luogo dei 144).
Parlare di miglioramento del numero abruzzese per ciò che attiene al sovraffollamento con un -7 equivarrebbe a prendersi in giro visto che il sovraffollamento regionale si attesta su 417 detenuti e internati in più rispetto alla capienza regolamentare.
La situazione è quindi ben lungi dal vederla migliorare. Anzi...
A un numero ancora eccessivamente elevato di ristretti manca ancora troppo personale e di tutte le Aree per potersi dire ottimisti. Ci sono ancora troppo pochi poliziotti penitenziari così come mancano figure in grado di garantire supporto nell'ambito trattamentale quali sono i funzionari giuridici pedagogici( cosiddetti educatori) e coloro i quali sono inquadrati nell'articolo 80, comma 3, della Legge 354/75 quali professionisti esperti in psicologia, servizio sociale, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica, nonché di mediatori culturali e interpreti.
La mancanza di tali soggetti tra l'altro non riesce in alcuni casi neanche a consentire, come nel caso della Casa Lavoro di Vasto, l'effettuazione dei consigli di disciplina lasciando quindi impuniti detenuti e internati macchiatisi di gravi infrazioni.
Servono perciò ben altre politiche rispetto a quelle messe in campo a cominciare da quelle regionali con un Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria da riproporre nell'ambito abruzzese e molisano e che più che realmente impostato dal punto di vista legislativo( il decreto che lo prevede è stato da tempo promulgato) sembra essere diventato un qualcosa di veramente fantomatico.
Così come fantomatico sembra essere diventato il polo unico per i ricoveri ospedalieri che la Regione Abruzzo aveva proposto venisse realizzato a Teramo ma che, a distanza di molti mesi, non sembra volersi materializzare. Da indiscrezioni si è venuti a conoscenza che non sarebbe più nelle intenzioni dell'assessorato alla sanità.
Se ciò fosse vero ci ritroveremmo di fronte davvero a un paradosso visto che realizzare un unico polo per il ricovero dei detenuti significherebbe razionalizzare il personale sia esso Penitenziario che sanitario ovvero la riduzione delle spese complessive riferiti alla gestione dei detenuti piantonati".
-Cosi il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella-
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