L'AQUILA - “Sono
26 i comuni abruzzesi che, secondo la riforma voluta dal ministro
Calderoli e la conseguente ridefinizione dei criteri adottata a livello
regionale, rischiano di perdere lo status di Comune montano. Non si
tratta di una questione tecnica, ma di una scelta profondamente politica
che avrà conseguenze concrete sulla vita di migliaia di cittadini”.Lo dichiarano Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, Cristiano Pavone dei Giovani Democratici di Teramo e Pia Finoli, vicesegretaria regionale dei Giovani Democratici e coordinatrice del circolo del Sangro Aventino.
“I
comuni interessati si trovano nelle province di Chieti, Pescara e
Teramo, con una forte concentrazione nell’area del Sangro Aventino.
Parliamo di territori già segnati da spopolamento, difficoltà di accesso
ai servizi e fragilità infrastrutturali. Ridurre tutto a criteri
altimetrici e numerici significa ignorare la realtà sociale ed economica
delle aree interne.”
“Perdere lo status di
Comune montano — proseguono — significa perdere accesso a fondi, bandi e
agevolazioni fiscali, ma anche mettere seriamente a rischio la tenuta
del sistema scolastico locale. Nei comuni montani, infatti, gli istituti
comprensivi possono oggi contare su deroghe fondamentali: la
possibilità di formare classi con almeno 10 alunni, mantenere la
dirigenza scolastica e gli uffici di segreteria anche con istituti
comprensivi sotto la soglia ordinaria di 450 studenti. Senza queste
tutele, molti presìdi dello Stato rischierebbero di scomparire,
lasciando intere comunità senza un servizio essenziale come la scuola.”
“La
scuola nelle aree interne non è solo un servizio educativo, ma un
presidio sociale e istituzionale. Preservare queste deroghe significa
garantire che resti almeno un servizio scolastico nei piccoli comuni,
condizione indispensabile per contrastare lo spopolamento e la fuga dei
giovani.”
“La ridefinizione dei criteri
dimostra quanto questo governo regionale sia distante dalle persone che
vivono nei territori interni. La mediazione proposta dalla giunta
Marsilio è parziale e insufficiente: serve un ripensamento serio,
costruito insieme agli amministratori locali e alle comunità.”
“Come
Giovani Democratici — concludono Gileno, Pavone e Finoli — esprimiamo
il massimo sostegno ai sindaci delle aree interne e al presidente di
ANCI Giovani Abruzzo Vincenzo D’Ercole. Difendere le comunità
montane significa garantire diritti, servizi essenziali e pari dignità
territoriale, a partire da scuola e sanità.”
Nessun commento:
Posta un commento