L'AQUILA - “Da mesi gli operatori dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) che lavorano per conto della Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti non ricevono i pagamenti per le prestazioni effettuate. È una situazione inaccettabile che si protrae ormai da maggio e che sta generando enormi difficoltà economiche e organizzative a chi garantisce ogni giorno un servizio pubblico essenziale”. La denuncia arriva da Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale dell’Abruzzo. “Non solo la Asl non paga, ma ha addirittura cambiato in corsa le modalità di pagamento”, spiega Taglieri, “introducendo una trattenuta del 30% delle somme dovute fino a verifiche non meglio definite nel tempo, contrariamente a quanto stabilito dal Capitolato tecnico regionale. Nel contratto, infatti, è chiaramente previsto che la fatturazione debba avvenire mensilmente sulla base delle prestazioni effettivamente erogate, senza possibilità di ritenute arbitrarie o modifiche unilaterali. Una simile prassi non solo è contraria alle norme, ma rappresenta un grave squilibrio a danno degli operatori, costretti ad anticipare risorse ingenti per pagare stipendi, oneri previdenziali, mezzi e presidi, sostenendo anche gli interessi bancari derivanti dall’inevitabile ricorso al credito”.
“Mentre nelle altre Asl abruzzesi, come Teramo e Pescara, si procede con acconti del 90% dell’importo fatturato e solo il 10% trattenuto a saldo, la Asl 02 impone condizioni peggiorative e penalizzanti, creando disparità e mettendo a rischio la sostenibilità stessa del servizio”, aggiunge il capogruppo del M5S. “Il risultato è che chi assicura l’assistenza a domicilio dei pazienti fragili e cronici non sa se e quando verrà pagato, mentre la Direzione aziendale resta in silenzio”.
“È un comportamento grave e ingiustificabile”, evidenzia Taglieri, “che mina la fiducia nelle istituzioni e rischia di compromettere la continuità delle cure. Ho già segnalato la questione in più sedi e continuerò a chiedere chiarezza: la Asl 02 deve rispettare le regole del Capitolato, adeguarsi alle prassi regionali e garantire la liquidazione immediata delle somme dovute. Non è accettabile che un servizio fondamentale per i cittadini venga gestito in modo così approssimativo, scaricando sui lavoratori e sugli operatori l’incapacità amministrativa di chi dovrebbe assicurare efficienza e correttezza. Serve un intervento urgente della Regione per tutelare la rete dell’ADI, gli operatori che la garantiscono e, soprattutto, i cittadini che da essa dipendono ogni giorno”.
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