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martedì 16 settembre 2025

SANITÀ, ABRUZZO INSIEME: "IL FALLIMENTO DELLA GIUNTA MARSILIO NON SI COPRE CON UN’INAUGURAZIONE"

L'AQUILA - "In occasione dell’inaugurazione del nuovo centro radiologico a Montorio al Vomano, l’assessora Verì e il Direttore Generale Di Giosia hanno dichiarato: “Qui non si chiude, ma si apre”.Uno slogan ad effetto, ma lontano anni luce dalla realtà che vivono ogni giorno cittadini e operatori sanitari abruzzesi.Mentre la sanità pubblica regionale affonda tra carenze croniche, tagli e disservizi, la Giunta Marsilio si concede passerelle celebrative per l’apertura di una singola struttura, come se bastasse a nascondere anni di gestione fallimentare.I numeri parlano chiaro e smentiscono ogni narrazione trionfalistica:

Mobilità passiva: nel 2023 l’Abruzzo ha speso 138 milioni di euro per curare cittadini fuori regione, incassandone appena 78 da chi è venuto a curarsi qui. Il saldo negativo di ‐60 milioni certifica la perdita di fiducia nella sanità regionale.

Liste d’attesa: nei primi cinque mesi del 2025 le ASL abruzzesi hanno erogato 40.011 prestazioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Un crollo che smentisce i proclami sull’abbattimento delle liste: si fanno meno visite, si aspetta di più.

Deficit strutturale: già nel 2022 la mobilità passiva costava oltre 104 milioni all’anno. Altro che “nuove aperture”: si tratta di una risposta tardiva a una progressiva perdita di attrattività e qualità del sistema sanitario.

“Qui non si chiude, ma si apre”? No: si taglia, si depotenzia, si esternalizza.

Dietro la retorica della “sanità di prossimità”, i fatti raccontano altro:

Ospedali periferici ridimensionati sotto la formula della “riorganizzazione”;

Servizi territoriali in affanno;

Personale sottodimensionato e sempre più sotto pressione.

Siamo ultimi nei LEA per la prevenzione e in molte aree interne non si riescono più a garantire nemmeno i servizi essenziali.

Un’inaugurazione non cancella il disastro.

È grave e fuorviante affermare che il disavanzo sanitario sia dovuto all’apertura di nuove strutture. I problemi veri sono:

Un modello di sanità di prossimità che esiste solo sulla carta;

Una rete di presidi territoriali ridotta all’osso;

Liste d’attesa infinite, che costringono migliaia di cittadini a curarsi fuori regione.

L’Abruzzo merita una sanità pubblica seria, accessibile, efficiente ed equa. Non spot elettorali, non inaugurazioni di facciata".

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