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martedì 27 febbraio 2024

COGESA: "LETTERA APERTA"


SULMONA - "Seguo sempre con interesse le vicende che riguardano il Cogesa perché a quell’azienda sono particolarmente legato avendola “inventata” alcuni decenni fa, fatta finanziare e realizzare nell’ambito del mio ruolo di direttore del Nucleo Industriale.Ho notato che da tempo su essa é caduto un silenzio inusuale, sopratutto da parte di chi se ne è occupato, a proposito e a sproposito, e sempre nell’esclusivo superiore del bene comune (sic!), un giorno si e l’altro pure.Un silenzio grave, colpevole e strano, molto strano.GRAVE perché nelle ultime settimane si sono avvicendati fatti estremamente importanti per il futuro dell’azienda e uno di essi molto pericoloso.

COLPEVOLE perché il silenzio dei soci, delle Istituzioni pubbliche, dei media e della pubblica opinione sta compromettendo la delicata fase di risanamento.

STRANO perché le iniziative di cui sopra costituiscono passaggi delicati e possono essere manovrate da chi opera per l’affossamento dell’azienda.

In questi anni nel  Cogesa se ne sono viste di tutti i colori, una guerriglia continua tra due fazioni, entrambi incuranti dell’azione di corrosione della credibilità, del patrimonio e della operatività di una delle più importanti realtà dell’Abruzzo interno.

Negli ultimi tempi si era avuta la sensazione che stesse emergendo il senso di responsabilità, la maturità e la voglia di cambiare rotta.

Infatti il cda del tempo ha assunto la decisione di avvalersi di una procedura di legge che può consentire il rilancio della struttura.

Lo stesso cda  ha conseguentemente affidato ad un gruppo di professionisti l’incarico di produrre un credibile piano di risanamento da sottoporre al magistrato al fine di ottenerne l’omologazione ( é mortificante ricordare la indegna cagnara che fu fatta all’indomani della loro nomina, mirata a far passare questi incarichi come uno sperpero inutile di denaro a favore di amici).

Si ha notizia che il piano è stato consegnato. Ora è all’esame del magistrato che, si ritiene, si esprimerà, in ragione della delicatezza del problema, in tempi ragionevolmente brevi.

Succede però che nei giorni scorsi é stato lanciato un siluro sul Cogesa :

l’ASM che si occupa della raccolta dei rifiuti all’Aquila (socia dello stesso Gogesa) ha fatto ricorso contro il piano di risanamento della società di cui è socia.

Un’assurdità ma tant’è.

Bisogna capire e riflettere la vera ragione di questa iniziativa.

Un’azione sleale e comunque pericolosa perché se il ricorso venisse accolto( ma io però credo molto nella solidità del piano proposto) si aprirebbe uno scenario con possibili esiti fatali.

Cui prodest tutto questo? É un caso che l’ASM ha un debito di qualche milione di debito nei confronti di Cogesa?

Staremo a vedere, ma io faccio peccato e penso male.

A tutto questo fa da cornice un altro serissimo accadimento: l’assemblea dei soci ha coralmente nominato il nuovo Amministratore Delegato nella persona del dott. Nicola Sposetti che ha avuto consenso da tutte le componenti dell’assemblea.

Ma la scelta di far convergere su un solo soggetto la responsabilità gestionale dell’ente funziona, è vincente solo se poi si decide di puntare su un amministratore unico che assommi, nelle sue competenze e sopratutto nella sua esperienza, conoscenze maturate in anni ed anni di dirigenza aziendale a livelli apicali e magari nello stesso settore.

Il dott. Nicola Sposetti, da quanto si legge nel suo curriculum, ha svolto essenzialmente attività di Revisore Contabile prevalentemente in piccoli Comuni ed Enti Pubblici. Sono stato per oltre trent’anni revisore in Comuni ed enti importanti e quindi conosco alla perfezione le logiche ( di cui non vado fiero) che presiedono a queste nomine e le funzioni che si è chiamati a svolgere: essenzialmente controlli contabili.

Il dott. Sposetti non ha mai avuto responsabilità di gestione di alcunché, non ha mai dovuto gestire la delicatissima area del personale e dei vari settori che compongono la struttura complessa di un’azienda speciale come il Cogesa.

Il nuovo AD dovrà occuparsene a tempo pieno, risolvere problemi gravi in un contesto pieno di contrasti tra soci e tra i dipendenti. Il tutto con il mortificante compenso mensile di circa 1.400 euro netti.

Qualcosa non quadra!

Io, facendo peccato per la seconda volta, ritengo che ci sia uno stretto collegamento fra gli eventi di cui sopra.

Non dò credito alle voci che circolano circa la regia  e gli attori che avrebbero messo in moto questa storia solo perché é tutta mirata a danneggiare  Sulmona e quindi non posso pensare che un sulmonese possa arrivare a tanto".

Franco Iezzi

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