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giovedì 19 gennaio 2023

L’UOMO PIÙ BUONO DEL MONDO, LA LEGGENDA DI CARLO TRESCA

SULMONA - "L’uomo più buono del mondo la leggenda di Carlo Tresca un documentario di Angelo Figorilli e Francesco Paolucci con Maurizio Maggiani (Italia, 2023)“Lui è l’immagine di come le cose che appaiono impossibili non lo sono, sono solo da venire, volendo vengono” Maurizio Maggiani Stati Uniti, primi del novecento. Carlo Tresca è un immigrato italiano che guida scioperi che durano mesi, pubblica giornali che denunciano padroni e mafiosi, vince e perde decine di processi per la libertà delle sue idee e dei lavoratori di ogni paese immigrati in America. Per quasi quarant’anni l’FBI lo considera tra i più pericolosi sovversivi d’America. Viene da Sulmona, Abruzzo, è sindacalista, giornalista, socialista, rivoluzionario, anarchico, antifascista e antistalinista, scomodo per tutti. Forse voleva tornare in Italia per partecipare alla liberazione del paese ma un colpo di pistola alla schiena lo uccide una sera d’inverno.
É l’11 gennaio del 1943. Al suo funerale a New York un corteo di ottanta automobili cariche di fiori e migliaia di persone. Operai, tessitrici, intellettuali, artisti, scrittori piangono quello che fu definito “l’uomopiù buono del mondo”. Poi su di lui, per anni, scende il silenzio.
A ottanta anni dalla sua morte il documentario restituisce un ritratto di questo ribelle internazionalista e
italiano. Lo fa con le parole dello scrittore Maurizio Maggiani che conversa a distanza con chi, nella città natale di Tresca, ha cercato faticosamente di ricostruire prima e illuminare poi il ricordo di un uomo che “ha combattuto contro tutti i dispotismi”, “accorreva laddove c’era bisogno”, “riusciva a parlare con tutti, amici, nemici, povera gente, intellettuali” e “non indietreggiava davanti a nulla” “un eroe che come tutti gli eroi è finito tragicamente”.
Un dialogo appassionato e scandito dalla ricostruzione -con l’animazione visionaria di Erick Cuevas
Ulloa e la musica di Giancarlo Tiboni- di episodi che segnano la sua vita: la formazione politica tra
i ferrovieri in Abruzzo, la fuga a New York, lo storico sciopero dei tessili di Paterson che si trasforma
in un memorabile spettacolo al Madison Square Garden, il suo assassinio sulla Quinta strada. Più che
interrogarsi sul mistero -che mistero non è mai stato- della morte di Tresca, il documentario è un invito a confrontarsi, soprattutto oggi, con l’esempio della vita di un uomo che ha fatto dell’amore per la libertà e della lotta contro ogni sfruttamento la ragione della sua esistenza.
Gli autori Angelo Figorilli per anni ha lavorato in Rai come giornalista e inviato, di Tresca ha sentito parlare per la prima volta da bambino nei racconti di suo zio comunista e ferroviere Francesco Paolucci film maker, autore di diversi documentari, l’ultimo “I senza nome” dedicato ai migranti sepolti nel cimitero di Lampedusa con la partecipazione di Maurizio Maggiani scrittore, nel suo ultimo libro “L’eterna gioventù” dedica a Tresca pagine straordinarie Giuseppe Evangelista già docente e preside del liceo Ovidio dove Tresca capì di essere “un tipo ribelle, indocile ad ogni disciplina”Italia Gualtieri già operatrice culturale della biblioteca che organizzò la prima conferenza di riabilitazione della figura di Tresca Edoardo Puglielli insegnante, autore di libri sul movimento operaio e dei ferrovieri, animatore del centro studi Carlo Tresca Concettina Salvini Falcone ha dedicato vent’anni della sua vita a documentare, scrivere e riscrivere un libro sullo storico giornale di Carlo Tresca “Il martello”
E infine Mario Pizzola, per anni da solo con la sua testimonianza di pacifista, libertario, obiettore di
coscienza ha tenuto in vita in città la memoria di Carlo Tresca e ancora oggi custodisce in casa il calco
del volto dell’anarchico più buono del mondo. Grazie Mario".

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