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mercoledì 4 novembre 2020

LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI AI TEMPI DEL COVID-19

SULMONA - "Una santa messa a Badia di Sulmona per ricordare i caduti di guerra ai quali è dedicato il Sacello militare di Santa Maria degli Angeli .Non ci sono state le note del Silenzio ad accompagnare quest’anno la commemorazione dei caduti di guerra, né l’alzabandiera e l’inno d’Italia: la consueta cerimonia di onori ai caduti, che da dieci anni si svolge presso il Sacello militare sito nella chiesetta di Santa Maria degli Angeli a Badia di Sulmona, non ha avuto luogo, per ottemperare alle disposizioni di contenimento dell’epidemia da Covid-19 del DPCM dello scorso 25 ottobre.Tuttavia la pandemia, che tanto sta creando apprensione in tutto il mondo, non ha fermato Donato Agostinelli, ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, che da dieci anni custodisce con grande dedizione il Sacello militare della Badia, il quale ha voluto ricordare i caduti  con una santa messa, svolta il 2 novembre, officiata dal parroco don Andrea Accivile presso la vicina parrocchia.Nessun corteo, dunque, nessuna cerimonia, ma uguale è stata la commozione dei pochi presenti ammessi alla funzione nel rispetto delle rigide norme anti assembramento. Tra le Autorità erano presenti il Maggiore della Polizia Locale di Sulmona, Maggiore Leonardo MERCURIO, Giuseppe NINU, Sostituto commissario coordinatore di Polizia Penitenziaria in pensione, attualmente Presidente dell'International Police Association che, durante la funzione ha letto la Preghiera dei caduti.
Nel suo discorso, Agostinelli ha voluto rendere omaggio a tutti quei giovani soldati che, con il loro sacrificio ci hanno permesso, oggi, di vivere nella libertà e nella democrazia, invitando tutti a mantenerne vivo il ricordo non solo nel giorno della ricorrenza. Ha voluto sottolineare come il restauro della chiesetta di Santa Maria degli Angeli, avvenuto negli anni Trenta dello scorso secolo, sia stato possibile anche grazie ai giovanissimi alpini originari della Badia impegnati nella Campagna d’Africa, i quali hanno inviato le poche lire che guadagnavano con l’amara consapevolezza che questa chiesa, un domani, sarebbe stata il luogo della memoria del loro sacrificio. Tra questi anche Filippo Freda, caduto al fronte il 27 febbraio 1936.
Nel suo discorso, Agostinelli, Delegato Provinciale di L’Aquila dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore Alle Reali Tombe del Pantheon, ha voluto dedicare una particolare attenzione al significato allegorico della bandiera nazionale, sottolineando come essa debba essere la stella polare che guida la vita di ciascuno, in quanto la bandiera è il simbolo dei valori di Giustizia, Uguaglianza, Fratellanza e Libertà, valori universali senza i quali non può esserci una vita dignitosa. La bandiera come bussola, dunque, per la costruzione di una esistenza garantita da leggi adeguate, senza divisioni, discriminazioni, dove doveri e privilegi siano gli stessi per tutti, nell’autentico spirito democratico, perché tutti hanno diritto a una vita serena e prospera. In definitiva, la bandiera come voce della nostra coscienza, che deve ispirarci e guidarci nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Un sentito ringraziamento è stato, inoltre, tributato da Agostinelli alla signora Italia Mastripieri, nipote di Dante Patana, e alla signora Paola, figlia del Prof. Del Basso Orsini. Dante Patana è stato presidente della Sezione Combattenti dei Bersaglieri della Badia e Guardia d’Onore del Pantheon. Per primo, nel 1928, esternò la volontà di restaurare l’antica chiesetta, la cui originaria costruzione, che risalirebbe al 1294, pare sia stata voluta da Celestino V. In seguito alla morte dell’Alpino Filippo Freda, iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa ormai diruta grazie al Professor Del Basso Orsini, coadiuvato dai componenti della Sezione Combattenti, da altri benefattori e dalla popolazione locale che partecipò con grande sacrificio, donando quel poco che aveva in termini economici e mettendo a disposizione la propria manovalanza quando non aveva niente altro da offrire. I fondi furono raccolti anche presso la popolazione dei centri limitrofi, Sulmona, Pacentro, Campo di Giove, Roccaraso, Castel di Sangro, fino ad arrivare ad Avezzano, Celano, Pescina, perché l’edificio prevedeva un costo di 4.500 lire, cifra notevole per quel tempo.
Al termine della messa, Agostinelli ha portato, in forma privata, una corona d’alloro benedetta sull’altare della chiesetta Madonna degli Angeli.
La chiesetta sorge alle falde del Monte Morrone, in un luogo carico di straordinarie memorie storiche e di profonda spiritualità: a pochi passi, a valle, sorgono l’Abbazia di Santo Spirito al Morrone e il Campo di prigionia denominato 78 che ha ospitato prigionieri durante la prima e la seconda guerra mondiale e, a monte, una delle più importanti aree archeologiche d’Abruzzo con il Santuario di Ercole Curino e, arroccato sulle pendici della montagna, il suggestivo Eremo di Celestino V.


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