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venerdì 7 luglio 2017

IMMIGRATI. DI GIANDOMENICO"CHI SI ADOPERA PER NON MIGLIORARE LO STATO DI COSE È COMPLICE DELLA DISFATTA DEL GOVERNO NAZIONALE"

SULMONA - "Da pochi giorni sono rifugiati politici a tutti gli effetti o hanno il visto di protezione sussidiaria e invece di migliorare la situazione peggiora". Alberto di Giandomenico, coordinatore del Movimento Italica torna sulla questione migrazione per i "Profughi accolti a Sulmona che tra qualche giorno dovranno uscire dalle strutture di accoglienza proprio perchè è stato loro riconosciuto lo status di rifugiato e in assenza di Sprar (Servizi protezione richiedenti asilo e rifugiati) non è possibile prorogare, per loro, la permanenza in quelle strutture che ospitano migranti da oltre 3 anni. La circolare del ministero dell'interno è chiara e si svela così il tentativo di rendere permanente e stabile la presenza dei profughi in città.
In diversi contesti e incontri il prefetto Giuseppe Linardi ha cercato di convincere i comuni della valle Peligna, in special modo Sulmona, ad aderire al progetto Sprar proprio per mantenere chi, con il visto, non avrebbe potuto continuare la permanenza all'Europa park hotel e nei locali messi a disposizione della casa santa dell'Annunziata. A detta del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, solo in città se ne accolgono 120 di richiedenti asilo. In breve il loro numero cresce ma le opportunità di lavoro e di ripresa, in questa valle, restano sotto zero con gli uffici amministrativi completamente bloccati per i progetti sulla ricostruzione, per le autorizzazioni commerciali e persino per la graduatori di assegnazione dei loculi.Quella che tentano ancora di far passare come accoglienza non garantirà coloro che possono restare, immagino che fine faranno coloro che non hanno i permessi per rimanere - riflette Alberto Di Giandomenico  - Presto anche chi aspetta da anni una casa, un lavoro, un assegno sociale, si vedrà messo da parte, di nuovo in coda alla graduatoria che non scorre, per far posto ai rifugiati. Roma non può scaricare sui comuni queste situazioni socialmente a rischio e soprattutto come può un'amministrazione mettere a disposizione non solo una casa, ma anche un lavoro per chi per anni è stato abituato a non fare più nulla. Se non c'è lavoro, possibilità, cosa si fa? In altri Stati  i migranti che non sono in condizione di mantenersi si riaccompagnano a casa, da noi se ne dimenticano. La Prefettura dell'Aquila dovrebbe assumersi almeno l'impegno di accompagnare i rifugiati con asilo politico e protezione negli Sprar esistenti i Regione per non lasciarli in strada qui dove presto saranno alla mercee di criminali e organizzazioni senza scrupoli che li sfrutteranno e useranno. Alimentiamo i mercati della criminalità in una località che ospita un carcere ad alta sicurezza e tanti detenuti "malati" che, fuori le sbarre, hanno chiesto di vivere qui? In Marsica sta accadendo proprio questo e la valle Peligna non è immune dal fenomeno, anzi! Non si può dare lo stato di rifugiato politico senza prevedere una programmazione sociale successiva e, nel contempo, non si può continuare a negare interventi programmati per i cittadini bisognosi garantendo loro il minimo indispensabile per andare avanti, altrimenti ci si spartisce la fame. Chi si adopera per non migliorare lo stato di cose è complice della disfatta del governo nazionale - conclude Di Giandomenico - Devono andare via il prima possibile perchè non è integrazione ma solo business fatto sulla nostra pelle".

Alberto di Giandomenico.

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