SULMONA - Hanno incrociato le braccia per due ore i lavoratori della Magneti Marelli ma senza la Fiom. I numeri sembrano essere discordanti ma, alla fine, sembra che la percentuale fra i vari turni si attesti al di sotto del 50 per cento. Un dato relativamente basso se si pensa che a proclamare lo sciopero sono state le sigle sindacali che hanno ottenuto i maggiori consensi durante le elezioni delle Rsa.
Uno sciopero contro le politiche aziendali ma soprattutto contro la mancata gestione dei parametri dei contratti di solidarietà. Contratti che, però, a detta di tanti lavoratori erano stati avallati dalle stesse parti sociali. Le maestranze si dicono preoccupate per il futuro: troppi carichi di lavoro per le mancate assunzioni. Inoltre, stando a quanto si è appreso da fonti interne alla fabbrica, pare che i fondi del bando Par Fsc 2007/2013, destinati alle iniziative di localizzazione, ampliamento e ammodernamento di unità industriali, che dovevano arrivare nella conca peligna attraverso l'utilizzo di contratti di sviluppo locale per promuovere la competitività del sistema produttivo ed occupazionale dell’area, siano andati persi. Una notizia già trapelata l’estate scorsa dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli ed oggi confermata.
Barbara Delle Monache
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