"Infatti lo stato dei luoghi rappresenta un vero e proprio stoccaggio di arredi in spregio sia all'architettura del Palazzo Anelli La Rocca - unico esempio di barocco scenografico in Abruzzo- sia della facciata medievale traslata della chiesa di San Filippo -già degli Agostiniani- che in generale del decoro estetico di una città come Sulmona.La richiesta è stata inviata provocatoriamente anche al segretariato MIBACT di Regione Abruzzo, il quale -non sostituendosi ma esercitando il proprio ruolo anche di indirizzo-dovrebbe avere a maggior cuore la nostra città unico centro storico esteso rimasto originale a seguita del terremoto del 2009 dove da troppo tempo da una parte si permettono ed autorizzano oscenità - tra le quali gli acciaiosi e luccicanti shelter del GAS immersi nel verde della villa comunale ed a ridosso delle mura medievali- e dall'altra se ne trascurano colpevolmente i valori di originalità ed unicità non sollecitando culturalmente una iniziativa per la riflessione complessiva indirizzata alla riduzione della vulnerabilità sismica".
Il Sulmonese Publio Ovidio Nasone scrisse
Laudamus veteres, sed nostri utemur annis
(onoriamo il passato, ma viviamo onorevolmente il presente)
...e quindi, nonostante la sua fervida immaginazione di poeta e sognatore, non avrebbe potuto immaginare, la deriva dei celebratori del suo bimillenario della morte i quali siamo
Ignoscemuss veteres, sed nostri oscena vivant
(ignoranti, viviamo oscenamentee)
Absit inijuria verbis.
Carlo Maria Speranza SMPE