La proprietà dell’azienda subentrante sarebbe peraltro riconducibile alla medesima famiglia dell’azienda uscente.
In ogni caso, né l’azienda uscente né quella subentrante hanno attivato le procedure previste dal contratto collettivo per il cambio di appalto, mantenendo riservata ogni trattativa ed ogni atto propedeutico al passaggio di consegne.
A ciò si aggiunge il fatto ancor più grave che solo alcuni lavoratori sarebbero stati chiamati a firmare il nuovo contratto con la subentrante, previa presentazione di dimissioni volontarie dall’azienda uscente, in totale violazione delle regole che disciplinano il passaggio del personale.
Le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile che entrambe le aziende abbiano scelto in modo apertamente selettivo quali lavoratori traghettare nel nuovo appalto, lasciando fuori proprio quelli maggiormente impegnati nelle lotte sindacali, compresi tutti e tre gli RSA di appalto. Un comportamento che, se confermato, configurerebbe una scelta discriminatoria e gravemente lesiva dei diritti collettivi e individuali.
A ciò si aggiunge la condizione in cui è stata lasciata una parte consistente del personale, ancora formalmente in carico ad Albasan srl: circa metà dei lavoratori risultano posti in ferie forzate, con i contatori ormai esauriti, senza ammortizzatori sociali e senza stipendio da quattro mesi. Una condizione insostenibile che ha ormai superato ogni limite di tollerabilità.
Siamo di fronte a una vicenda che non può più essere raccontata nei termini dell’ordinarietà, ma che rappresenta ormai un vero e proprio dramma sociale, che sta colpendo lavoratrici, lavoratori e intere famiglie, in un territorio già segnato da una pesante crisi occupazionale.
Le OO.SS. hanno già richiesto un incontro urgente all’Assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo, che si terrà il 3 giugno a Pescara, affinché si attivi immediatamente un tavolo istituzionale in grado di fare chiarezza sulla vicenda e garantire il mantenimento dei salari, il pieno rispetto delle norme contrattuali e delle tutele occupazionali.
Chiediamo inoltre alla Marelli Suspension Systems di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità sociali e industriali, impedendo che un appalto strategico per lo stabilimento si trasformi nell’ennesima ferita per il territorio e per la dignità del lavoro.
Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere selezionati, divisi o abbandonati. Pretendiamo il rispetto integrale delle procedure, la tutela di tutti i posti di lavoro e una soluzione immediata che restituisca diritti, salario e dignità a chi da decenni garantisce questo servizio".
Filcams CGIL L’Aquila
Andrea Frasca
Fisascat CISL Abruzzo Molise
Alessandra Salustri
Uiltrasporti Abruzzo
Pietro Angileri
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